In Sicilia nel 2016 chiuse oltre 3000 aziende

In Sicilia nel 2016 chiuse oltre 3000 aziende

Nella prima metà del 2016 la capacità delle imprese del terziario, operative in Sicilia, di far fronte ai propri impegni finanziari (gestione della liquidità, pagamento delle tratte in banca, e così via) è aumentata leggermente. L’indicatore sale a 36,4 rispetto al 32 del 2015, certificando tuttavia una crescita meno marcata se messa a confronto con quella registrata a livello nazionale (40,9). E’ quanto emerge da un’indagine dell’Ufficio Studi Confcommercio, su dati Movimprese, i cui risultati sono stati resi noti nel corso di un’iniziativa organizzata da Confcommercio, a Palermo. A livello tendenziale, risulta in crescita la quota di imprese del commercio, del turismo e dei servizi operative in Sicilia che hanno inoltrato domanda di credito (fido, finanziamento o rinegoziazione): sono state il 21% rispetto al 16,8% di dodici mesi fa. Anche in questo caso, il confronto con il dato nazionale evidenzia un posizionamento peggiore della regione, sebbene la dinamica di crescita si mostri in qualche modo più decisa, frutto di un livello di partenza meno performante. Tra le imprese siciliane che nel secondo trimestre 2016 hanno inoltrato domanda di credito, il 28,5% ha ottenuto una risposta positiva. Tale quota risulta pressocchè in linea con quella registrata dodici mesi fa, evidenziando una situazione di stagnazione dal punto di vista delle erogazioni da parte delle banche. Allo stesso tempo, lo stacco rispetto al dato nazionale appare piuttosto evidente (38,2%). Sempre relativamente al 2016, fra le imprese siciliane registrate presso le Camere di Commercio il dato peggiore lo evidenziano le attività di commercio all’ingrosso e al dettaglio: fra le nuove iscritte (+2.621) e quelle che hanno cessato l’attività (-4.673) c’è un saldo negativo di -2.052.

Advertisment

Articoli consigliati