Migrante ivoriana riabbraccia a Palermo la figlia di 9 mesi

Migrante ivoriana riabbraccia a Palermo la figlia di 9 mesi

Una gioia tanto attesa e inaspettata per una mamma Camara, che dopo cinque mesi riabbracciala sua piccola. La donna ivoriana partita da Tunisi è atterrata a Palermo all’aeroporto per stringere a se la sua bambina, arrivata a Lampedusa da sola durante gli sbarchi e dove non è mancata la solidarietà della Questura di Agrigento che con l’Ispettore Maria Rosa Volpe si è occupata della bimba per tutto il periodo che ha trascorso in Sicilia e ha gestito l’arrivo della mamma appena identificata, aiutandola ad ottenere il passaporto per l’Italia. Un’odissea iniziata nella sua terra, la Costa d’Avorio, da dove la donna e un’amica erano fuggite con la piccola per sottrarre la bimba alla pratica dell’infibulazione.

“Dopo esser arrivate in Tunisia ho lasciato la bambina alla mia amica e fatto ritorno in Costa D’Avorio – ha raccontato la donna – per prendere alcune cose. Ma quando sono ritornata in Tunisia entrambe non c’erano più. Ho saputo che erano partire con un barcone dirette in Italia. Allora mi sono rivolta alle Ong tunisine fino ad arrivare alla Caritas di Tunisi e tramite loro ho appreso che erano arrivate a Lampedusa”

La donna è arrivata in Italia grazie all’impegno e alla caparbietà dell’Ispettore Volpe che si è recata a Roma presso l’ambasciata Ivoriana per sollecitare l’arrivo dei documenti nell’intento di ricongiungere la mamma e la piccola.  Appena atterrata all’aeroporto Falcone Borsellino è stata assistita umanamente da una psicologa e da assistenti sociali che hanno svolto il loro lavoro adeguatamente e con tutti i sostegni di rito . “E’ stata un’emozione fortissima, abbiamo pianto tutti. Camara mi ha abbracciato e ringraziato, quando ha visto la piccola piangeva e l’ha stretta forte tra le sue braccia. Per lei quello che è successo è un miracolo”, ha detto Maria Rosa Volpe, l’ispettore capo che da vent’anni è responsabile dell’ufficio minori della Questura di Agrigento, senza nascondere la gioia per la storia a lieto fine della piccola Oumoh, quattro anni, e della sua mamma Camara  Zeinabou. Storie da libro cuore e che purtroppo in questo periodo coinvolgono il nostro territorio con questi sbrachi e ove tante famiglie si dividono e in poche riescono a ricongiungersi. Storie di vita comune a cui la Sicilia è protagonista indiretta, ma sempre pronta ad aiutare il prossimo, e su questo il Sud ha tutto da imparare…..!

Antonio David

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