Rimodulazione rete ospedaliera, Santi Formica attacca Crocetta

Rimodulazione rete ospedaliera, Santi Formica attacca Crocetta

“Finalmente il governo di centrosinistra butta la maschera e nonostante le promesse e gli impegni più volte ribaditi dal governo ai sindaci del comprensorio, con la nuova proposta di rete ospedaliera viene chiuso l’ospedale di Barcellona che serve un comprensorio di oltre 80000 abitanti, e quindi rientra nei requisiti previsti dal Balduzzi per essere un ospedale di base con relativo pronto soccorso medicina chirurgia ortopedia medicina etc etc, e viene depotenziato l’ospedale di Milazzo che non viene dotato dell’indispensabile emodinamica e viene mortificato anche in due reparti di elite come oculistica e otorino per non parlare della scomparsa di urologia e di altre importanti branche”. A parlare è l’on. Santi Formica che ricorda come tale presidio era stato classificato ospedale di primo livello. “Risulta impietoso – prosegue il parlamentare messinese – il confronto con due ospedali di base vicinissimi tra loro come Mazara e Castelvetrano che hanno centoventi posti letto ciascuno comprese le rianimazioni e tutte le specialità mediche e chirurgiche ma forse li non è priva di significato la circostanza che si tratta della provincia dell’attuale assessore alla sanità. Per non parlare dei Nebrodi abbandonati al loro destino di territorio marginale privo di risposte sanitarie e ciò in dispregio di quanto prevede l’OMS sulla risposta tempo dipendente rispetto agli eventi acuti. I cittadini sappiano di chi sono le responsabilità anche penali rispetto agli eventi acuti a cui non sono assicurati idonei interventi sanitari dopo aver distrutto tutti i settori dalla formazione ai precari perso i finanziamenti statali e comunitari bloccate le infrastrutture messo in ginocchio i comuni non rimaneva che cancellare anche la sanità di interi territori per completare l’opera è ora di dire basta allo sfascio e ai maldestri tentativi di discriminazione dei territori messi in opera dal peggior governo di tutti i tempi e aspettare questi pochi mesi che ci separano dal voto per mandarli a casa”.

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