Ape Sociale, ecco come funziona

Ape Sociale, ecco come funziona

Quante volte ci siamo chiesti ‘a quanti anni andrò in pensione?’, ‘avrò una pensione che mi consentirà lo stesso tenore di vita che ho oggi?’

Purtroppo sono domande alle quali non possiamo dare risposte certe. Il nostro tartassato Sistema Previdenziale, infatti, è stato un susseguirsi di riforme che hanno allontanato sempre più il traguardo. Diversi i governi che hanno sentito l’esigenza di attingere risorse proprio dalla previdenza, gettando instabilità sul futuro.

Ad esempio, ricordiamo l’ultima riforma Fornero, votata dalla coalizione dei partiti che sostenevano il Governo Monti ed emanata con il D.Lgs 6 dicembre 2011 e convertito in legge 22 dicembre 2011 n. 214. Le misure introdotte erano finalizzate al risparmio della spesa pubblica per evitare il default finanziario dello Stato italiano rispetto al debito europeo.

Dalla sua entrata in vigore ad oggi, molte sono state le critiche e le controversie in merito. Attualmente i requisiti e le modalità del pensionamento fanno storcere il naso ai più, per le penalizzazioni che alcune classi hanno subito, ma soprattutto per l’incertezza del futuro pensionistico delle nuove generazioni.

Lo scorso 18 aprile Gentiloni ha firmato il decreto attuativo della cosiddetta Ape (acronimo di anticipo pensionistico). Si tratta di un progetto che dovrebbe consentire, dal 1° maggio al 31 dicembre 2018, di ritirarsi in anticipo dal lavoro. Una sorta d’indennità ponte per i lavoratori con almeno 63 anni e 30 di contributi che si trovano in difficoltà economica a circa poco più di tre anni dalla pensione di vecchiaia nel proprio regime obbligatorio. In pratica i beneficiari riceverebbero un sussidio direttamente dall’Inps, fino ad un massimo di 1500 euro mensili. Adesso si attende la firma del Consiglio di Stato per poi, eventualmente, approdare in Gazzetta Ufficiale.

In tutti i casi la durata dell’anticipo potrà oscillare tra 6 e 43 mesi.

È questo quanto previsto dalla legge di bilancio per il 2017 (art.1, legge 232/2016) e coinvolge tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi. Rimarrebbero esclusi gli assicurati presso le casse professionali.

Debora Luccese

 

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