La gioiosa ed allegra “tavuliata” di San Giuseppe a Leni nell’isola di Salina

La gioiosa ed allegra “tavuliata” di San Giuseppe a Leni nell’isola di Salina

A Leni, nell’isola di Salina, la tradizionale festa popolare e religiosa della “Tavuliata di San Giuseppe” è stata allietata dalla presenza del nuovo Arcivescovo Mons. Giovanni Accolla, accolto nel porto di Rinella dal parroco P. Giuseppe La Rosa, dal Sindaco Riccardo Gullo, da altre autorità civili e militari, dalla Confraternita di San Giuseppe e da numerosi fedeli. Nella scuola elementare di Leni, diversi componenti dei nuclei familiari si sono intrattenuti a parlare con l’Arcivescovo, che ha benedetto il cibo portato dalle singole famiglie. Subito dopo ha avuto inizio la processione sino alla Chiesa parrocchiale dedicata, appunto, a San Giuseppe, dove è avvenuta la solenne concelebrazione eucaristica (presenti P. Alessandro Lo Nardo e P. Godwin Ibe) per spezzare e condividere lo stesso pane. All’inizio del sacro rito  (i cui canti sono stati intonati dal coro parrocchiale), il parroco, P. Giuseppe La Rosa ha rivolto il saluto di benvenuto, a nome di tutta l’intera comunità parrocchiale all’Arcivescovo che, durante l’omelia, ha espresso, con parole pacate e spontanee, il suo profondo affetto filiale.

La festa di San Giuseppe artigiano è stata caratterizzata,quindi, dalla tradizionale “tavuliata”, analoga a quella che si svolge il 19 marzo a Malfa. Nella ricca tavola, allestita dinanzi alla sede del Municipio ( un tempo nella piazza antistante la chiesa dedicata a San Giuseppe), sono state poste le pietanze assortite della gastronomia locale e dolci tipici eoliani, preparati dalle famiglie del paese e raccolti, dapprima, nei locali della scuola elementare, da dove è partita la processione formata dai componenti della Sacra Famiglia, dalle autorità civili e militari e dagli abitanti del luogo e, quest’ultimi hanno portato i piatti prima sino alla chiesa per presentarli all’Offertorio durante la Messa (nella foto di Antonio Brundu: l’Arcivescovo a Leni in Chiesa dopo la concelebrazione) e poi sul lungo tavolo predisposto dinanzi al palazzo municipale, dove hanno preso posto, secondo una consuetudine ormai consolidata, dodici bambini (che rappresentavano gli Apostoli), i quali si sono seduti accanto ai componenti della Sacra Famiglia (San Giuseppe,  la Madonna e Gesù Bambino, interpretati, quest’anno, rispettivamente da Roberto, Micaela e Wiliam Ravidà) e tutti indossavano vesti di raso multicolori ed insieme hanno consumato il pranzo dopo la benedizione dei cibi da parte del parroco. Questa manifestazione popolare, che richiama gli abitanti delle varie località dell’isola di Salina e anche delle altre isole, ha avuto inizio verso la fine dell’800 per iniziativa di Giuseppe Pittorino, padrone di barche che, per devozione a San Giuseppe, volle preparare, in occasione della festa del Santo, una tavola per i poveri, in cui questi ultimi potessero sfamarsi consumando i cibi ritualmente prescritti, soprattutto pasta con ceci e legumi vari. La singolare tradizione della “tavuliata” si è interrotta durante la seconda guerra mondiale ed è stata, poi, ripresa diversi anni fa, dalla signora Maria Giuffrè e da altri volontari.  A consumare il contenuto delle “quadare” (le grosse pentole di rame con la pasta e ceci) e le abbondanti pietanze non sono più soltanto i poveri, bensì l’intera comunità.

Antonio Brundu

 

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