Vasto il territorio boschivo, ma poche le Guardie del Corpo Forestale Siciliano

Vasto il territorio boschivo, ma poche le Guardie del Corpo Forestale Siciliano

Che il Corpo Forestale in Sicilia sia stato di vitale importanza per il territorio è sembra ombra di dubbio, ma certamente non tutti oggi la pensano allo stesso modo, visto che gli uomini si sono ridotti notevolmente e su questo a volte bisogna farsene una ragione , nonostante le spiegazioni  non siano mancate in questi periodi di scioglimenti , accorpamenti e definizioni in genere.  Guardie Forestali che per errati aspetti sono sempre stati accorpati ai lavoratori forestali e includerli nel calderone di quei numeri che non corrispondono a verità.

Invece i numeri reali delle guardie sono vertiginosamente sono crollati e ad oggi si aggirano in Sicilia a circa 600 unità, con personale ridotto al lumicino e competenze che si limitano soltanto a pochi rami e pochi reparti, ma inclusi in pochi servizi giornalieri che si identificano sempre nel rispetto dell’ambiente e salvaguardia del territorio. Numeri non supportati da rimpiazzi e concorsi che risalgono a tempi ormai tralasciati nel dimenticatoio, quindi con conseguenze che lasciano il tempo che trovano. A tal proposto in questi giorni l’On. Musumeci ha evidenziato il problema assieme ad altri della coalizione che questa situazione è da rivedere, e spera che il Corpo Forestale della Sicilia si possa potenziare affinchè ci sia una presenza reale in ogni angolo delle campagne, al fine di controllare il territorio ad ampio raggio e di rappresentare un presidio di legalità del territorio.

Personale di Pubblica Sicurezza e di Polizia Giudiziaria, con compiti diversi dagli altri colleghi di Polizia, ma efficaci quando ci si deve imbattere in situazioni boschive con un’estensione forestale di 3.400 Km quadrati nell’intera isola. Non solo uomini ma anche mezzi che lasciano a desiderare e dove le auto di servizio rimangono spesso  ferme nelle officine con tempi e modi che si ripercuotono ad un servizio limitato nel tempo, con difficoltà generiche di gestione di servizi e turni. Fondi e situazioni che si accollano a quelli delle disponibilità economiche, così come quelli di rimanere negli uffici perché non vi è benzina per uscire di pattuglia. Da capire se questo sia un periodo passeggero o sintomi di smembramento di un Corpo ? Questo sarà il nuovo presidente a farlo capire, se dai proclami si passerà ai fatti !!

Antonio David

 

commento di un lettore.

Apprezzando lo sforzo di aver – finalmente – puntualizzato la differenza fra braccianti forestali e guardie forestali, devo comunque sottolineare che la notizia appare superficiale, approssimativa, quasi una “soffiata” di un amico del Corpo al quale si è voluto fare la cortesia di dedicargli uno spazio su Vostro Giornale.
Personalmente mi occupo del Corpo Forestale della Regione Siciliana dal 1977 nella qualità di guardia, dal 2011 come commissario pensionato; dal 1992 con la fondazione del cartaceo “PINUS” (periodico d’informazione per il Corpo Forestale), online dal 2005, che dirigo nelle qualità di direttore responsabile, iscritto all’elenco speciale dell’O. dei G. di Sicilia. Oggi continua – ma è ormai insufficiente – l’attività giornalistica per il CFRS, causa anche la poca collaborazione del personale “militare” del Corpo stesso; personale che – per molti vari – non è esente da colpe nella nell’agonia in atto dell’Istituzione forestale.
Sintetizzando – considerato il contesto – sottolineo alcuni punti che sono la causa dell’attuale inconsistenza del Corpo Forestale siciliano:
1) la politica – mediocre – siciliana ha considerato l’Istituzione Forestale uno dei mezzi per produrre consensi elettorali. Per altro fin dalle origini ottenuto il diritto – grazie al senso di autonomia (buono per ogni cosa) – di fondare un proprio corpo forestale nell’ottica della realizzazione dello Statuto siculo, dietro la “grandezza del patriottismo siculo” si celava – nemmeno tanto celato – l’interesse elettorale e manageriale (geneticamente mafiosetto e/o monarchico) dei politici e dei dirigenti della Regione Siciliana. Non ha caso fin dalla sue origini il CFRS è stato impiegato più nella gestione dei cantieri forestali che nel controllo d’istituto del territorio siciliano. Preciso che parlare solo del bosco è riduttivo funzionalmente per le qualifiche e la specializzazione del Corpo.
2) i vertici del CFRS – sorretti dal padrino politico di turno – hanno sempre diretto l’Istituzione con il fine di realizzare bacini elettorali, lasciando la funzioni di controllo alla volontà dei singoli (guardie,  sottufficiali e ufficiali dal 2007, perché forse non tutti sanno che il CFRS è affidato a dei manager senza qualifiche di polizia e senza alcuna professionalità pubblica sicurezza, polizia giudiziaria, codice penale e procedura penale. Per altro, l’interesse per la gestione di fondi pubblici e giornate lavorative nel settore agricoltura è notoriamente importante, non ha caso l’assessorato all’agricoltura era uno degli assessorati più ambito, ed è andato sempre al numero due politico dopo il presidente e quasi sempre questo assessore ha ricoperto la carica di vicepresidente regionale. Nemmeno la separazione dal Corpo dell’Azienda Forestale demaniale è riuscita a distinguere le due funzioni: attività di gestione dei boschi demaniali propria dell’Az. F. D. R. S., dall’attività di polizia e di controllo del territorio propria del CFRS. La dirigenza non ha voluto perdere l’opportunità di stare con un la mano in due borse.
3) L’Istituzione Forestale – di fatto ente assistenziale di produzione voti attraverso il lavoro assistito – è stata gestita dalla mediocre politica siciliana senza distinzione di bandiere e colori.
Sarà Musumeci il nuovo? Lo spero, ma ho forti dubbi, non si tratta certo di un giovane disinformato ed inesperto in fatto di Regione Siciliana e sua gestione.

Il punto non è se si deve rianimare il Corpo Forestale della Regione Siciliana – unica rappresentazione territorialmente capillare dell’autonomia siciliana – per magnanimità del presidente di turno; la questione è politica e la domanda è semplice:
 il Corpo Forestale siciliana è una delle istituzioni alla quale non si può rinunciare per motivi politico istituzionali (autonomia, gestione del proprio territorio)?
Se il presidente – quello che sarà – ritiene che l’Istituzione Forestale sia parte integrante e qualificante  dell’autonomia siciliana ed alla quale non può rinunciare, allora la pone come punto fondamentale del governo regionale: la dota di risorse adeguate; la dota di ufficiali propri, eliminando l’illegalità di farla gestire a dei dirigenti regionali poco professionali, quando del tutto ignoranti e disinteressati alle questioni di polizia (posso fornire atti pubblici che provano quanto scritto); ecc..
Personalmente credo che per la realizzazione degli ultimi punti sia necessario un miracolo, solo che io ai miracoli non credo; conosco troppo la mediocrità della politica siciliana.
Attendo comunque di essere smentito e di genuflettermi pubblicamente davanti al presidente che verrà.

Giovanni Tornesi

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