Le nuove frontiere della medicina per trattare il tumore alla prostata

Le nuove frontiere della medicina per trattare il tumore alla prostata

Che ormai di tumore alla prostata si guariisce, e che almeno nei casi meno gravi, la sola osservazione è sufficiente a scongiurare l’intervento chirurgico, è il messaggio che il dottor Carlo Iurato, specializzato in urologia ed andrologia, dirigente di primo livello presso l’ospedale Civile di Ragusa, vuole far passare, ricevendoci nel luminoso e accogliente salone del suo studio della città Iblea. L’informazione sulle nuove frontiere della medicina nella cura di varie patologie, associata ad una prevenzione efficace, è alla base per poter ottenere eccellenti risultati in molti casi risolutivi nella cura dei tumori dell’apparato uro-genitale quali i tumori alla prostata, rene , vescica ma anche testicolo.

“Alcuni tipi di tumore possono essere tenuti sotto controllo con la cosidetta “osservazione attiva”– afferma il dottor Iurato – Se il cancro è di lieve entità nel senso scarsamente aggressivo e confinato all’organo in bassa percentuale non è strettamente necessario intervenire chirurgicamente, ma si può continuare a vivere serenamente praticando una semplice osservazione e vigile attesa del tumore. Nel caso fosse necessario l’intervento, è sempre più ricorrente e mandatario operare in laparoscopia. Questa tecnica permette al paziente un tempestivo recupero e un disconfort post operatorio quasi nullo. Con la tecnica laparoscopica si riducono drasticamente le complicanze più severe quali l’incontinenza urinaria ed il deficit erettile grazie alla accuratezza della metodica che permette di riconoscere la strutture anatomiche anche le più fini.

L’ospedale di Ragusa si è affermato essere uno dei centri di eccellenza italiani per gli interventi in laparoscopia.

La prevenzione del tumore alla prostata inizia intorno ai 50 anni, e non può non passare da una prima valutazione del medico curante il quale qualora lo ritenga necessario indirizzerà il paziente ad una visita specialistica urologica preferibilmente accompagnata da un esame del PSA oltre che da una ecografia dell’apparato urinario. Questi accertamenti andrebbero eseguiti con cadenza annuale.

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