Polizzi Generosa, un Venerdì Santo all’insegna di D&G

Polizzi Generosa, un Venerdì Santo all’insegna di D&G

Un Venerdì Santo sempre più interessante e “griffato” per i cittadini di Polizzi Generosa, ove il noto stilista Domenico Dolce originario del piccolo comune delle Madonie, fa l’ennesimo regalo ai suoi concittadini e mette la firma sulla processione che si svolgerà fine settimana nel suo paese a cui lui tanto stima e ricorda ben volentieri. Mimì non ama essere ricordato per ciò che ha fatto e continua a fare per il suo paese, non ama essere citato e pubblicizzato per le donazioni elargite precedentemente ma, la sua spontaneità di aiutare gli altri e spendere qualcosa per il bene comune lo porta ad essere stimato ancor di più dai suoi amici e cittadini di Polizzi.

Anni fa ha donato un elegante manto nero con ricamo in oro per la Madonna Addolorata del Venerdì Santo, e certamente la bellezza del mantello non è rimasta inosservata durante le processioni annuali ma, quest’anno ha voluto abbellire anche la vara del Cristo morto e, “vestire” anche i circa 40 confrati della congregazione della Maria SS.degli Agonizzanti che porteranno a spalla entrambe le vare e le statue dei misteri. Trapelano comunque le prime indiscrezioni sul vestiario e cioè, con giacca,pantalone,,cravatta e scarpe tutto di nero, camicia bianca, fermacravatta e spilla in oro. Il fercolo sarà filigranata in oro ed arricchita da Swarovski, un lavoro visualizzato e definito (da voci) da un professionista venuto appositamente in loco.  Passione e culto arricchito da una bellezza, in aggiunta alla storia di Domenico Dolce che a Polizzi continua a dare tanto e fare il tutto in piena sintonia con l’ambiente, così come afferma lo stesso parroco Giovanni Silvestri che afferma orgogliosamente che Mimì Dolce (per i polizzani) è sempre presente per finanziare i bisogni della Chiesa tra storia cultura e arte, mettendo mano al portafoglio quanto la comunità lo chiama ai bisogni paesani.

A tutto questo non è mancato l’aiuto “locale” di un amico d’infanzia, e cioè di Vincenzo Cascio anch’esso sarto, che ha “preso le misure” dei portatori delle vare e le ha spedite a Dolce per iniziare il dono.. Certamente l’importanza della Festa prescinde dall’abito come si soul dire, ma quest’anno sarà diversificata nell’aspetto esteriore che prescinde l’impegno e la costanza di un uomo che rimane radicato alla sua terra e che non si tira indietro dinanzi alle problematiche di un paese che, tra tante difficoltà non dimentica chi si spende e si distingue dai gesti.

Antonio David

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