Sicilia, 1 milione e 700mila famiglie in povertà

Sicilia, 1 milione e 700mila famiglie in povertà

“Crescita assai moderata per l’economia siciliana nella prima parte di quest’anno anche per la debolezza dei consumi delle famiglie residenti, consumi frenati anche dalla poco favorevole dinamica dell’occupazione” afferma Pietro Busetta, responsabile scientifico del Report Sicilia, commentando i dati del Report Sicilia, realizzato dal Diste Consulting per Fondazione Curella. “Nonostante la spesa sia contratta – ha proseguito Busetta – si è tuttavia affiancata una positiva accelerazione degli investimenti in beni strumentali, sostenuti, tra l’altro, dagli incentivi fiscali dovuti alle leggi di bilancio dell’ultimo biennio”.

Il modesto recupero dell’economia, emerso negli anni recenti, non arresta la disoccupazione che continua a rappresentare un problema sociale di massima importanza: colpite nel primo trimestre scorso più di 400 mila persone. Inclusi anche coloro che “non cercano attivamente un’occupazione”, ma sarebbero disponibili a lavorare qualora se ne presentasse l’occasione, il numero dei disoccupati “potenziali” sfiora il milione. Se s’includessero le persone che svolgono non volontariamente un’attività a tempo parziale il numero sarebbe ancora più inquietante.

Il tasso di disoccupazione “ufficiale” si è aggirato nel primo trimestre intorno al 23,1% (1,1 punti in più dell’anno precedente), mentre il “tasso di mancata partecipazione” comprese le persone che non cercano “attivamente” lavoro ha toccato il 41,6% (41,3% nel primo trimestre 2017).

La spesa dei residenti quest’anno continuerà a risentire, oltre che della precarietà del mercato del lavoro, delle condizioni di disagio di larghi strati della popolazione: si stimano circa 1 milione e 700 mila siciliani in condizioni di povertà relativa, dei quali quasi 700 mila in povertà assoluta (100.000 in più dell’anno precedente), 1,3 milioni di famiglie che non possono far fronte a spese impreviste, 330 mila giovani (tra i 15 e i 29 anni d’età) che non studiano e non lavorano.

In Emilia Romagna, una delle regioni più sviluppate del Paese – aggiunge Pietro Busetta – il tasso di disoccupazione del primo trimestre è pari al 6,5% – era al 7,0% dodici mesi prima – mentre il tasso di occupazione arriva al 68,4%. Un semplice calcolo dimostra che per pervenire a quei parametri ottimali gli occupati in Sicilia dovrebbero ammontare a non meno di 2 milioni 250 mila unità, per cui mancherebbero all’appello circa un milione di lavoratori”.

 

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