Cammino “tra cielo e mare” a Milazzo con AMA

Cammino “tra cielo e mare” a Milazzo con AMA

Il cammino “tra cielo e mare” rappresenta sicuramente il più bello tra i percorsi della meravigliosa “penisola del sole” a Milazzo.

Un cammino di libertà che si trasforma in un’avventura unica e  indimenticabile e che  richiede solamente la disponibilità di alcune ore e una discreta abilità motoria.

Allora, scarpe da trekking ai piedi e partiamo,   affascinati da luoghi mitici, da monumenti, da antiche chiese e da scorci selvaggi  di infinita bellezza.

Il nostro cammino inizia dalla chiesa di San Giacomo ( protettore dei pellegrini, camminatori e viandanti) in Marina Garibaldi, dopo avere percorso la via Cristoforo Colombo passando dalla VILLA VACCARINO (realizzata nel 1929 dall’ingegnere Gaetano Bonanno con la collaborazione del pittore Michele Amoroso, la villa testimonia un elegante equilibrio tra architettura, spazi e decorazioni).

Prosegue il cammino e dopo alcuni centinaia di metri si arriva in piazza ROMA, dove si ammira  l’ imponente monumento dedicato ai caduti per la patria. (Realizzato dallo scultore palermitano Nino Geraci nel 1926. Statua bronzea rappresenta un soldato italiano, nudo, armato di scudo e corto gladio che brandisce verso l’alto e attorniato da due Colonne rostrate (di Gaio Duilio) in ricordo della battaglia del 260 a.C., nel corso della prima guerra punica, nelle acque di Milazzo (Mylae) per la prima vittoria navale di Roma nei confronti dell’esperta flotta di Cartagine).

Proseguendo si passa da piazza SAN PAPINO (con l’antica chiesa di San Papino o chiesa del Santissimo Crocifisso in San Papino Martire e l’annesso convento dell’Ordine dei frati minori riformati. Famosa la lacrimazione del crocifisso ligneo all’interno della chiesa nel 1798).

Si prosegue ancora verso destra per giungere dopo qualche chilometro alla mitica GROTTA DI POLIFEMO (Sperlonga del gigante omerico, con un solo occhio che Ulisse con i suoi compagni e con grande furbizia per potere fuggire dalla grotta   rese cieco).

Procedendo verso Nord, si raggiunge il tratto conclusivo del lungomare di Ponente, la  BAIA DEL TONO «’Ngònia» per i milazzesi, che  preferiscono ancora utilizzare l’antico termine greco “angolo” per indicare appunto questo incantevole e meraviglioso angolo della città, in cui la spiaggia, rettilinea per chilometri, curva tutto ad un tratto, piegandosi col costone roccioso e con le scogliere in una meravigliosa vista mozzafiato, impreziosita dall’azzurro mare del Tono. Qui si trova la spendita piazzetta della “ ‘Ngonia del Tono” con la sua chiesetta votiva del 1500 dedicata ai SS. Filippo e Giacomo ed ora alla Madonna del Tindari. E’ detta anche piazza del Tono, perché una volta vi veniva calata una importante tonnara, una delle più importanti tra le sei che vi erano a Milazzo.

Qui inizia il cammino per la panoramicissima scalinata, un percorso che richiede qualche impegno fisico in più. Dopo l’ascesa della scalinata della Manica, in cima, svoltando a sinistra si arriva alla “casetta rossa” dove si apre al visitatore lo sguardo sul golfo di Patti.

Da qui si può ammirare una bellezza senza uguali,  che va  dai monti Nebrodi  al  grande cono dell’ Etna,  al santuario del Tindari, alle isole Eoliane per finire e tuffare lo sguardo nei fondali di  un mare   dall’ acqua cristallina.

Proseguendo con il cammino “tra cielo e mare” in un percorso di trekking (chiamato dagli antichi capiciani “N’fennu e Paradisu”) che si sviluppa lungo le falesie a strapiombo sul mare, fino ad arrivare ai piedi del Monte Trino. Sentiero naturalistico non proprio facile, il sentiero disegna i margini del costone di Ponente in un andamento di sali e scendi, tra panorami mozzafiato e scogliere a picco sull’acqua azzurra.  Si cammina, ma senza mai dimenticate di fare molta attenzione sul sentiero e tenere sempre a mente la regola base del trekking: non sporcare e non inquinare, rispettando sempre terra, cielo e mare.

Usciti dal percorso sterrato, si percorrono alcune centinaia di metri su un tracciato stradale che porta nella parte più alta della penisola milazzese, la piazzetta di  MONTE TRINO,  con la chiesetta della Santissima Trinità,  da cui si gode uno splendido panorama  che va dalla costa di levante a quella di ponente.

Un fatto veramente straordinario è quello per cui il camminatore per tutto il percorso  ha la sensazione di rimanere sospeso tra il cielo e il mare, in una dimensione di “santità” riuscendo a percepire la purezza  del percorso incantevole  e incontaminato, producendo un  grande benessere psico-fisico.

La via del ritorno si può fare sulla stradale che da Capo Milazzo porta al punto di partenza.

Chi ha più tempo, può inoltre visitare la parte finale di Capo Milazzo con visita al Santuario rupestre di SANT’ANTONIO (rifugio del Santo dopo il suo naufragio sulle coste del capo nel gennaio 1221, di ritorno dall’Africa) e l’estrema punta della penisola, dove si trova l’incantevole piscina naturale della Portella, comunemente chiamata “PISCINA DI VENERE” (risultato dell’azione erosiva delle onde del mare sulla scogliera), sicuramente uno dei paesaggi più suggestivi di tutta la Sicilia.

Si prosegue sulla via Trinità, via delle Ginestre, via Addolorata (qui si trovano: la Chiesa dell’Addolorata e il villino dove per un periodo (1971-73) ha vissuto lo scrittore Federico De Roberto;  famose le opere letterarie quali : L’illusione e  I Viceré).

Alla fine della via Addolorata,  si presenta al camminatore, in tutto il suo splendore la CITTADELLA FORTIFICATA (con una superficie di 7 ettari e oltre 12.000 m² occupati da edifici, il castello e le fortificazioni, il monastero delle Benedettine e il simbolo della città, lo Scarabeo).

Si imbocca la via Giuseppe Cambria, via dei Cipressi (qui si può visitare il sito ARCHEOLOGICO PREISTORICO di un villaggio i cui resti  sono risalenti all’età del bronzo antico, facies Capo Graziano, XVIII secolo a.C.). Percorrendo la via Nino Scolaro si scende per l’ Erta San Domenico, per giungere in via Santa Maria Maggiore (con storica chiesa dei fatti garibaldini del 20 luglio 1860), percorrendo il Lungomare Garibaldi si ritorna a San Giacomo.

Pippo Geraci

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