I reparti chirurgici degli ospedali della provincia tirrenica di Messina sono in ginocchio

I reparti chirurgici degli ospedali della provincia tirrenica di Messina sono in ginocchio

I reparti chirurgici degli ospedali della provincia tirrenica di Messina sono in ginocchio. Questa triste e grave situazione è determinata dai vuoti di organico mai colmati, nonostante le stabilizzazioni di personale medico che di fatto hanno cambiato la natura giuridica del loro contratto ma non hanno risolto l’annosa questione della carenza di personale che continua ad esistere ancora oggi unitamente all’ assenza di primari come succede per quello di chirurgia di Patti le cui funzioni da parecchi anno sono vicariate da quello di Milazzo, a sua volta responsabile anche della chirurgia dell’ospedale di Barcellona P.G., nonostante il relativo concorso è ormai concluso da parecchio tempo ed il vincitore non è ancora stato contrattualizzato per ricoprire quel ruolo. Analoga situazione la vive anche il reparto di ortopedia del presidio mamertino schiacciato dall’enorme mole di lavoro che quotidianamente deve fronteggiare, tra urgenze, consulenze di pronto soccorso e sala operatoria, con un organico ridotto al lumicino ed anche in questo caso con l’assenza di un primario, anche qui,nonostante ormai da anni si sia concluso il relativo concorso che ha decretato una terna di professionisti dalla quale ancora oggi non è stato chiamato il vincitore. A queste specifiche condizioni si aggiunge un altro annoso problema, mai risolto, quello degli anestesisti che come moderni commessi viaggiatori sono invitati spesso da Milazzo a supplire locali carenze negli ospedali di Barcellona, Lipari e talvolta di S. Agata Militello inficiando alcuni servizi come quelli di sala operatorio per gli interventi programmati così che sovente succede che le varie specialità chirurgiche devono rinunciare ad alcune loro sedute allungando così le relative le liste di attesa con tutti i comprensibili disagi per i pazienti. Questa situazione è stata denunciata agli organismi competetnti ma ad oggi nulla è stato fatto per risolverla. E’ necessario uscire dalla stagione dei proclami e delle promesse politiche dove trovano spazio una rete ospedaliera ancora fantasma, dopo i numerosi annunci della sua riorganizzazione, e prendere atto che fatte salve le procedure di stabilizzazione si devono bandire i concorsi per colmare quei vuoti di organico che obbligano intutti i reparti i medici in servizio a doversi sobbarcare turni eccedenti rispetto le normative e a non godere degli idonei periodi di riposo. I pazienti ed i medici hanno neccessità di serenità ognuno per la loro parte: i primi per svolgere un lavoro in sicurezza ed i secondi per poter aver garantita una sanità tempestiva nelle risposte ed efficiente nei risultati.

Giuseppe Giannetto

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