In Sicilia 500 mila famiglie vivono in condizioni di povertà

In Sicilia 500 mila famiglie vivono in condizioni di povertà

Dal 2015 al 2017 il Pil della Sicilia e’ cresciuto del 3,6 per cento – dell’1% nell’ultimo anno – in assoluto “un incremento contenuto” ma che segnala che “siamo usciti da una crisi paragonabile a una guerra”. Questo la  fotografia che emerge dal 46esimo Report Sicilia – Andiamo a cominciare. La guerra e’ finita! Ricostruiamo dalle macerie – lo studio sull’economia siciliana del Diste Consulting, presentato stamane a Palermo, dal presidente della Fondazione Curella Pietro Busetta (Universita’ di Palermo), dal presidente del Diste Consulting Alessandro La Monica, che ne hanno discusso con i professori Sebastiano Bavetta e Fabio Mazzola dell’Universita’ di Palermo. Presente anche il governatore Rosario Crocetta. Un quadro in parte positivo inficiato, pero’, dalle previsioni per il 2017. Stando allo studio condotto dal Diste, il 2016 si sarebbe chiuso per l’economia siciliana con un incremento del Pil intorno all’1%, per la seconda volta di fila meno anemico del dato dell’Italia (+0,8%). Ma quest’anno sara’ particolarmente delicato per l’economia siciliana che dovrebbe essere contraddistinta da una fase di ulteriore indebolimento della domanda, per cui il tasso di crescita del prodotto interno lordo, secondo le stime Diste, non dovrebbe andare oltre lo 0,5%, inferiore al dato nazionale (+0,7% quello del Paese), dopo l’aumento medio annuo dell’1,5% del biennio precedente. “La diffusione da parte dell’Istat, pochi mesi fa, delle statistiche sull’economia regionale nel 2015 -ha spiegato Busetta- ha generato un certo sollievo nell’opinione pubblica. La crescita del prodotto interno lordo dell’Isola, stimata pari al 2,1%, a fronte di un +0,7% del prodotto nazionale, sembrava decretare la fine della piu’ grave recessione del Dopoguerra, indicando inoltre un’indubbia capacita’ del sistema produttivo di resistere ai colpi devastanti della crisi, e di reagire dopo un rinculo di tanti anni. Ma con il susseguirsi dei mesi l’entusiasmo si e’ andato mitigando, le analisi sull’andamento della congiuntura mostrano, infatti, un sistema produttivo che fatica ad oliare il motore della crescita tornato su una traiettoria fortemente attenuata”.

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