Associazione Nazionale Combattenti e Reduci / Antillo e Roccafiorita hanno ospitato le cerimonie per ricordare i 100 anni

Associazione Nazionale Combattenti e Reduci / Antillo e Roccafiorita hanno ospitato le cerimonie  per ricordare i 100 anni

Le cittadine di Antillo e Roccafiorita hanno ospitato in una calda domenica d’autunno  le due cerimonie dedicate ai 100 anni dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. La scelta è caduta su due importanti luoghi che ospitano il Santuario di Monte Kalfa a Roccafiorita e la Campana della Pace di Pizzo Monaco ad Antillo. Le due cerimonie sono state promosse dal Presidente provinciale prof. Salvatore Brancatelli, organizzate dalla Sezione di S. Alessio presieduta dal dott. Concetto Fleres, con il coordinamento del Magg. Vincenzo Randazzo, dell’Istituto del Nastro Azzurro di Messina.

La Santa Messa officiata da don Paolino Malambo, per ricordare i Caduti si è svolta nel Santuario della Madonna dell’Aiuto di Roccafiorita, a seguire la deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti, con la partecipazione dei sindaci Concetto Orlando di Roccafiorita e Davide Paratore di Antillo. La cerimonia dell’alzabandiera si è svolta ad Antillo, sotto la campana della pace, presente don Egidio Mastroeni, i sindaci sono stati accompagnati dalle signore Rosina Rizzo e Nina Zizzo, figlie di reduci, assieme alle prof.sse Emilia Palella e Nuccia Foti, che ha realizzato un opuscolo dedicato ai monumenti dei comuni Jonici del messinese.

La sentita cerimonia ha visto la partecipazione dei sindaci di Casalvecchio Siculo, Marco Antonino Saetti e S. Alessio, Nunzio Giovanni Foti, con alcune delegazioni di Associazioni d’Arma, dopo gli interventi di rito l’evento si è concluso con  il saluto e i ringraziamenti del magg. Randazzo: “Autorità, Signore e Signori a nome del Presidente nazionale Commendatore Sergio Paolieri, del Vice Presidente Col. Vito Zucca, del responsabile Regionale Leonardo Lo Monaco impossibilitato a presenziare, a nome di tutte le Sezioni della provincia di Messina, alcuni presenti con i loro vessilli, e mio personale vi ringrazio e rivolgo un caloroso saluto a tutti gli intervenuti.  Oggi con questa breve ma significativa cerimonia abbiamo ricordato i caduti civili e militari di tutte le guerre. Un particolare ringraziamento ai Sindaci della città di Antillo e di Roccafiorita con le loro amministrazioni, alla Polizia di stato, ai Carabinieri, che hanno voluto condividere questo evento, i reverendi Egidio Mastroieni e Paolino Malambo, alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, alle Associazioni di volontariato per la collaborazione. Infine un elogio va al dott. Fleres che come Presidente della Sez. di S. Alessio e referente della zona Jonica si adoperato per la buona riuscita della manifestazione.

Il Presidente nazionale Sergio Paolieri, per l’occasione ha inviato il presente messaggio“Ricorre quest’anno il ricordo della prima celebrazione della vittoria, ma ricorre soprattutto il centenario della fondazione della nostra Associazione Nel marzo del 1919 si tenne infatti a Milano il primo Convegno Nazionale dell’Associazione Nazionale Combattenti in cui venne eletto un Comitato Centrale provvisorio che deliberò di indire a maggio il primo Congresso Nazionale che si tenne a Roma. Nel 1923 l’Associazione Combattenti venne eletta ad Ente Morale con regio decreto. Questi cento anni, che rappresentano la vita e la storia dell’ANCR, sono anche la storia di due generazioni attraverso un secolo. Gli uomini di queste due generazioni appaiono, sotto il profilo storico, diversi per cultura ed educazione, ma uniti dalla drammatica esperienza della guerra. L’Associazione nata nel 1919 è un organismo che si propone di: promuovere il culto della Patria, dei Caduti e della loro memoria; la difesa dei valori morali e delle istituzioni democratiche; l’affermazione della giustizia e del mantenimento della pace tra i popoli; la partecipazione alla soluzione dei problemi sociali del Paese; il riconoscimento dei diritti dei combattenti, la difesa dei diritti da essi acquisiti e l’assistenza ai propri associati per superare le difficoltà della vita”. Oggi nel 2019, la difesa di queste generazioni è affidata al nostro impegno per la loro memoria, ma anche per non disperdere il bagaglio di valori che ci hanno trasmesso insieme alla volontà di “combattere” sempre per un’Italia più giusta e più libera. Questa contingenza storica rappresenta per noi, ancora più di altri, un’importantissima occasione per far sentire ancora più forte la nostra voce e per ridare l’onore che meritano ai nostri Caduti, rinnovandone il ricordo e i sacri valori per cui hanno donato la propria vita. Non si tratta di una ripetizione rituale ma di un’azione decisa ed incisiva di conferma dei valori che devono permeare le nostre azioni di tutti i giorni ricordando sì il passato, ma auspicando soprattutto una pace finalmente duratura per tutta l’umanità. Questo ci sembra il modo più giusto ed attuale per ricordare tale ricorrenza tributando un doveroso e commosso omaggio a quanti, fedeli al tricolore, sacrificarono la loro giovane esistenza agli ideali di amor di Patria, di indipendenza, di libertà e di democrazia e quanti nelle Forze Armate mettono ogni giorno a repentaglio la loro vita. Il nostro impegno per il futuro si manifesta attraverso un legame profondo con il passato e con gli uomini che lo hanno percorso: i Combattenti, siano essi caduti in battaglia o successivamente. Il 4 novembre è la loro festa e il nostro giorno di speranza. Ricordiamo che quest’occasione di incontro tra passato e presente non è un palcoscenico politico, che il riferimento al presente non può caratterizzarsi in un discorso di parte. Proprio in questo momento di passaggio è essenziale che la nostra condotta, il nostro impegno, la nostra voce siano espressione dei valori combattentistici: Memoria, Patria, Libertà, Tricolore. È l’affetto profondo che ci lega al nostro Paese che deve caratterizzare le nostre parole e soprattutto le nostre azioni. Concludo: dobbiamo saper trasmettere alle nuove generazioni la memoria storica, affermando che senza memoria non c’è futuro”.

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