INCONTRI/ di Salvino Cavallaro –Elisa D’Ospina, bellezza curvy dotata di tanta intelligenza

INCONTRI/ di Salvino Cavallaro –Elisa D’Ospina, bellezza curvy dotata di tanta intelligenza

La rubrica “Incontri” si avvale oggi dell’intervista alla modella curvy Elisa D’Ospina. Un volto conosciuto che entra spesso nelle nostre case attraverso la televisione, i social e altri mezzi di comunicazione che fanno apprezzare la sua bellezza esteriore. Ma Elisa è molto di più. Sì, perché il suo impegno nel sociale che da anni sostiene con forza nella lotta contro i disturbi alimentari, la rende interessante a prescindere. Ci siamo conosciuti qualche anno fa nella sala stampa “Lucio Dalla” di Sanremo, al seguito del Festival. Ricordi che testimoniano un’amicizia nata in un luogo di lavoro. Era bella Elisa, bella e formosa com’è oggi, in cui la ritrovo ancora più interessante, artisticamente più matura e consapevole di procedere in un percorso professionalmente difficile, ma che sente suo come qualcosa che gli appartiene. In questa intervista ho cercato di fare emergere di lei ciò che ritengo più interessante: la persona. Mi auguro di esserci riuscito.

Elisa, Vicenza è la città in cui sei nata. Che rapporto hai con la tua terra d’origine?

“È una città che amo e che considero un piccolo gioiellino della nostra bella Italia.”

Mamma veneta e papà del Salento. Con quale dei due caratteri ti senti più vicina?

“Sono un mix perfetto”

L’importanza della figura della nonna. Sappiamo che tu ancora oggi sei particolarmente legata a lei. E’ così?

“È una delle donne più importanti della mia vita. Sono cresciuta con lei mentre i miei lavoravano nel ristorante. I miei nonni e i miei genitori mi hanno insegnato il valore della parola “sacrificio”: i nonni andavano al mercato partendo alle 4,30 del mattino e alla sera stavano con me e mio fratello. I miei lavoravano 20 ore al giorno per mandare avanti il locale.”

E’ vero che da ragazza sei stata vittima del bullismo?

“Assolutamente no, per fortuna.”

Oggi, grazie al tuo splendido fisico sei riuscita a prenderti una rivincita personale, e dopo avere studiato molto sei impegnata nella lotta contro i disturbi alimentari.

“Io credo che sia grazie al mio carattere e non grazie al fisico. Fossi stata solo formosa o solo piacente non avrei fatto un decimo di ciò che ho fatto.”

 E’ vero che fin da piccola sei sempre stata attratta dalla moda e dalle relative passerelle?

“Sinceramente no. La moda ancora oggi la trovo un mondo lontano dalla realtà. Sto lavorando affinché sia ridimensionata questa distanza.”

Tu sei laureata in Scienze della Comunicazione e poi ti sei specializzata in Psicologia. Pensavi già allora di portare avanti la tua battaglia contro l’anoressia e il bullismo?

“La mia laurea in scienze della comunicazione psicologica doveva servirmi per occuparmi di inchieste. Volevo fare giornalismo.”

Cos’hai provato quando sei stata nominata testimonial per “La tre giorni della salute” dal Ministero della Salute?

“Una bella soddisfazione e una grande responsabilità.”

Adesso che hai raggiunto la popolarità, che sei una delle più importanti modelle curvy e frequenti tanti salotti televisivi dispensando consigli di stile e bellezza, ti capita di rivederti dentro e trovarti cambiata?

“No, assolutamente. Elisa non è cambiata una virgola se non in fatto di maturità. Quella che vedete in tv è esattamente quella che trovano nel privato i miei amici.”

Da Caterina Balivo a Bianca Guaccero in “Detto Fatto”, cos’è cambiato per te?

“Sono due donne straordinarie, con caratteri diversi. Per me nulla, il mio spazio è sempre quello.”

Qualche anno fa hai scritto il libro “Una vita tutta curve”, in cui hai raccontato la tua vita personale. Oggi, a distanza di tempo, aggiungeresti ancora qualcosa?

“Nel frattempo sono passati quasi sei anni. Diciamo che la mia vita si arricchisce di incontri, amicizie, ostacoli. Com’è giusto che sia. Quel libro deve essere un manuale per chi vuole prendere in mano la sua vita e fino ad oggi pensa di non potercela fare.”

Sei sposata da tantissimo tempo con Andrea Alessandrini Gentili. Questo fa pensare a un amore intenso e duraturo, a dispetto di quanto in genere succede nel mondo dell’arte e dello spettacolo.

“Siamo cresciuti assieme. È un rapporto che va oltre una storia d’amore. Lui mi conosce e sa tante cose di me. Andrea è famiglia e sempre lo sarà.”

E’ vero che con tuo marito condividi anche il lavoro, visto che è fondatore dell’agenzia di comunicazione “Agade communication” leader in social media marketing e web marketing?

“Abbiamo lavorato assieme per molti anni e ancora oggi abbiamo progetti che condividiamo.”

Elisa, che cos’è l’emozione?

“Quella cosa che provoca brividi e strappa sorrisi.”

Che rapporto hai in genere con i sentimenti?

“Cerco di coltivarli ogni giorno e di scoprirne di nuovi. Si cambia, e di conseguenza ci sono delle sfumature di noi che non sempre conosciamo.”

Ci sono momenti in cui rifletti sul tuo passato, su quello che stai vivendo oggi e su quello che ti piacerebbe ancora conquistare in futuro?

“Ogni giorno bisogna porsi degli obiettivi nuovi e vivere cercando di non pentirsi mai di ciò che si è fatto.”

Cosa ti piace del mondo in cui viviamo e cosa vorresti eliminare?

“Vorrei eliminare la negatività delle persone che le rende frustrate.  Dell’era attuale mi piace la possibilità di essere connessa con il mondo a tutte le ore del giorno.”

La maternità in una donna che è impegnata a raggiungere il successo artistico. Trovi che sia un impedimento?

“No, assolutamente. Se si ha la fortuna di diventare madri bisogna gioirne.”

Come vivi le tue relazioni umane, sapendo che la vita spesso ti presenta la lotta tra il bene e il male?

“Spontaneamente. Ho un gran sesto senso che per fortuna alle volte mi avvisa in tempo quando è ora di abbandonare certe persone e cambiare direzione.”

Per finire Elisa. Sappiamo che nel cassetto dei tuoi sogni da realizzare c’è quello di calcare un giorno il palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo. E’ così?

“Sanremo è il sogno da quando avevo circa tre anni. La prima volta che arrivai al festival come inviata mi ricordo ancora che i miei compagni delle elementari si fecero vivi per dirmi: ” Non ci crediamo, in qualche modo ce l’hai fatta!”

Salvino Cavallaro 

Articoli consigliati