Imbecilli, una razza impossibile da estirpare

Imbecilli, una razza impossibile da estirpare

“La mamma degli imbecilli è sempre incinta”. Una frase storica che vale sempre, che va oltre il tempo e resiste al cambiare delle mode. Mai come in questo periodo di suppliche, di raccomandazioni e di ripetitività di non uscire di casa per evitare contagi e infezioni per sé e per gli altri, il significato antropologico di IMBECILLE ha assunto il suo vero senso di esistere. Dire imbecille a una persona non è un mero modo di offendere, ma più precisamente è individuare la limitata capacità di discernere con buon senso i vari comportamenti da mettere in atto nella vita. In questi giorni di morti e di pandemia mondiale in cui l’Italia sta pagando a caro prezzo con la vita dei propri cittadini, una gran massa di imbecilli mostra tutta la propria stupidità, contravvenendo al grido forte e roboante di restare a casa e non uscire se non per cause strettamente necessarie. E così tanta gente che fa? Va al parco a correre creando assembramento, oppure facendo finta di dovere uscire per forza per portare più volte al giorno il cane a spasso per i naturali bisogni fisiologici. Furberie stupide, limitate e prive di cervello, perché in quell’atteggiamento irresponsabile c’è tutto il senso vuoto dell’essere incapace di pensare a un errore macroscopico che mette in gioco la cosa più preziosa che c’è: la vita. E così aumentano i morti per coronavirus, gli ospedali sono ormai allo stremo delle forze umane e colmi fino all’inverosimile di posti di ricovero. E’ EMERGENZA, lo capite o no! E’ EMERGENZAAAAA! E come si fa a ignorare le immagini di Bergamo e l’incredibile crudeltà di migliaia di morti italiani deposti frettolosamente nelle casse e portati sui camion dell’esercito in un’interminabile colonna funerea che non sa neanche di rispetto e dove  non c’è neppure il proprio parente per l’estremo saluto. Scene che fanno pensare come in ognuna di quelle persone morte ci sia una storia, dei sacrifici, dei sogni spezzati in un attimo senza nemmeno il “conforto” di morire in un letto con accanto ai propri cari e un prete che ti accompagni con l’estrema unzione al viaggio verso l’aldilà. E’ un morire disumano, è un pensare che forse sarebbe stato meglio non nascere. Perché questa vita che ti fa morire in un modo così assurdo, disarmante, veloce nel suo metodo di non darti più ossigeno per i polmoni, ti fa pensare a un destino provocato dal nemico subdolo, maligno, bastardo, che non puoi combattere perché ti annienta. Eppure, in sala parto la mamma degli imbecilli partorisce sempre!

Salvino Cavallaro

Articoli consigliati