Emergenza florovivaismo, la Cia e l’associazione vivaisti lancia un appello al Ministero

Emergenza florovivaismo, la Cia e l’associazione vivaisti lancia un appello al Ministero

Iniziativa del direttivo della CIA di Milazzo valutando la grave situazione che si è venuta a creare nel settore florovivaistico nel comprensorio della fascia tirrenica della provincia di Messina a causa dell’emergenza del coronavirus. Il lavoro di tutela della salute che si sta portando avanti –sostiene il direttivo- va sostenuto e merita la nostra solidarietà e totale ammirazione, sopratutto in riferimento al personale sanitario. Il settore florovivaistico nel comprensorio tirrenico del messinese rappresenta la principale attività agricola ed è l’attività economica più importante impegnando oltre duemila aziende e più di diecimila lavoratori agricoli. La crisi economica è palese a tutti, gli ordini sono stati bloccati, i fiori recisi vengono distrutti, mentre le piante invendute devono essere accudite con le ordinarie operazioni colturali il che impedisce agli operatori di poter realizzare le attività programmate per la nuova produzione anche per la mancanza di liquidità. La CIA e l’Associazione FLOROVIVAISTI ITALIANI a livello regionale e nazionale sono intervenuti presso il Ministero per evidenziare la crisi e le peculiarità del comparto che nel settore agricolo è quello più colpito. Ci tocca evidenziare come molte aziende, convinti di vendere il prodotto, hanno assunto impegni finanziari che difficilmente potranno rispettare, determinando una esplosiva situazione economico-finanziaria che bisogna necessariamente evitare; è palese che serve un immediato intervento presso le banche al fine di aprire una linea di credito dedicata a copertura dei debiti maturati. Nel breve e medio periodo le aziende florovivaistiche hanno bisogno di aperture di linee di credito che consentano di affrontare le ordinarie operazioni colturali e programmare gli investimenti futuri, credito che potranno restituire solo nel lungo periodo e con garanzie pubbliche. Per quanto riguarda i criteri con cui quantificare il danno riteniamo sia necessario un indirizzo univoco del Ministero al fine di utilizzare una unica documentazione che attesti le perdite in attesa delle decisioni sugli aiuti al settore; bisogna evitare il proliferare di iniziative non coordinate che mettono in confusione le aziende e che sono spesso evidenti azioni di inopportuna legittimazione ed a volte di sciacallaggio. La CIA assieme alle associazioni del settore è impegnata nel rappresentare le difficoltà del comparto e sostenere tutte quelle iniziative che impediscano alle aziende di mettere a rischio la propria sopravvivenza. Andrà tutto bene.

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