Nadia Terranova con l’Associazione “Piccoli Maestri” a Roma, c’insegna a fare “resistenza culturale”.

Nadia Terranova con l’Associazione “Piccoli Maestri” a Roma, c’insegna a fare “resistenza culturale”.

Quest’estate l’Associazione Culturale “Teseo” a Milazzo curò la presentazione nei giardini della Villa Vaccarino, uno degli ultimi esempi di barocco siciliano, il libro di Nadia Terranova :” Addio fantasmi”, finalista del Premio Strega 2019. L’intervista fu curata dal giornalista torinese ma milazzese di nascita e di adozione, Salvino Cavallaro, che riuscì a svelare i sentimenti della scrittrice messinese e il significato di quella storia che aveva così bene raccontato, ambientandola fra i luoghi a Lei più’ cari di Messina,sua città natale.

Nel corso della lunga intervista, fra l’altro seguita da un folto pubblico proveniente da tutta la provincia, Nadia Terranova ebbe a dire che la sua opera voleva essere anche un esempio di “resistenza culturale”, un messaggio rivolto a tutti coloro, che evidentemente temono per la sopravvivenza del valore della cultura.

Nacque, sui social soprattutto, un dibattito fra chi era molto scettico sull’opportunità di parlare di resistenza culturale in un paese che ha ormai espresso il meglio della sua letteratura con i poeti e gli scrittori del novecento e tutt’oggi non se ne intravvedono gli eredi  ed altri lettori, che invece difendevano la posizione della scrittrice, protesa a diffondere fra i giovani la cultura italiana attraverso la lettura non solo dei “classici”, ma anche dei giovani autori, meritevoli di essere conosciuti.

Ma che cos’è dunque la “resistenza culturale “ di Nadia Terranova se non un segno d’amore, la trasmissione di valori condivisi. Un modello “attivo” che può contagiare entusiasmo, diffondere buon senso, trasmettere pensieri positivi. Tant’è che Nadia Terranova, che abita a Roma, diventa parte pregnante del progetto dell’Associazione culturale “Piccoli  Maestri” nata nel 2011 , ideata e fondata dalla scrittrice Elena Stancanelli.  La domanda a cui l’Associazione culturale “Piccoli Maestri” cerca di rispondere è la seguente: ”Cosa possono fare gli autori per la scuola?” la risposta è semplice : ”Andare a raccontare in mezzo ai ragazzi ,in mezzo ai banchi di scuola, un libro che hanno amato”. Cosicché l’effetto promozionale e personale viene messo in un canto per dare spazio ad un atto di generosità, volontario e gratuito. Negli anni e ogni sei mesi scrittori come la stessa Bianca Stancanelli, la nostra Nadia Terranova, ma anche Carola Susani, Emiliano Sbaraglia, si sono ritrovati nelle scuole capitoline  ad incontrare i ragazzi, raccontando Calvino o la Morante e magari David Foster Wallace, spaziando dai piccoli ai grandi classici.

Ai tempi del coronavirus si spostano tutte le iniziative  online, trovando la sponda nella tecnologia: in pratica si superano i confini geografici per offrire una risposta formativa alle scuole di tutta la penisola.

“Un domani, quando potremo tornare nelle aule-  dice la Terranova- sarebbe bello mantenere questo doppio canale virtuale, che permetterebbe a tutte le associazioni culturali che vogliono ripetere l’esperienza di “Piccoli  Maestri”, di incontrare facilmente ogni scuola parlando degli autori amati”.

I Piccoli Maestri -dice uno dei membri fondatori, Emiliano Sbaraglia- sono pronti ad offrire lezioni mirate per integrare i programmi ministeriali, lavorando a stretto contatto con i professori, sempre nell’interesse degli studenti e,ricordo, a livello gratuito.

Ecco in un momento di “resistenza culturale” con tutti gli eventi in forse, o già cancellati, queste sono occasioni da non perdere per seminare nuovi lettori in modo attivo.

Attilio  Andriolo

 

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