Novità di genere per la candidatura a sindaco di Milazzo

Novità di genere per la candidatura a sindaco di Milazzo

L’Avvocata Adele Roselli è candidata a sindaco di Milazzo. Finalmente un viso nuovo e, soprattutto, è la prima storica candidatura donna con il desiderio amministrare la sorti della città mamertina. Un progetto carico di speranze nel rinnovamento di una Milazzo che negli anni ha manifestato palesemente problematiche insormontabili di gestioni non all’altezza della situazione. E adesso si punta a un progetto di squadra composta da attivisti storici di centrosinistra che è caparbiamente convinta di contrapporsi a quel centrodestra che punta a una molteplicità di liste per accaparrarsi i voti necessari per vincere, ma che all’atto pratico non convincerebbero nel loro disegno progettuale di un vero e proprio cambiamento di rotta. La candidatura dell’Avv. Adele Roselli nasce dal confronto tra forze di centrosinistra e realtà civiche e associative cittadine, che sono pronti alla stesura di un programma condiviso. Ma come nasce l’idea di porre la candidatura a prima cittadina di Milazzo l’Avv. Roselli? In primis c’è stato il passo indietro da parte di Spinelli e Isgrò, i quali in un primo tempo erano stati promossi in un dibattito interno al centrosinistra a concorrere per la carica cittadina. Ma in seguito, l’idea entusiastica di una figura femminile a dirigere le sorti di una Milazzo che fermenta il desiderio profondo di innovazioni nella cultura gestionale della città, è stata come una lampadina che si è accesa nella mente del gruppo del centrosinistra mamertino. L’imprenditore Giuseppe Amendolia è stato il vero ispiratore di questo progetto interessante, ma anche i consiglieri comunali Antonio Foti, Fabrizio Spinelli e l’ex consigliere comunale Antonio Isgrò, hanno avuto un forte peso decisionale sulla candidatura di Adele Roselli. Detto questo, cerchiamo di conoscere bene quella che potrebbe essere la futura nuova sindaca di Milazzo. 51 anni, tre figli, Adele Roselli è una stimatissima professionista milazzese già consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Barcellona P.G. Attualmente è componente del Comitato Pari Opportunità in seno al Consiglio stesso ed è impegnata da molti anni nel mondo del volontariato e dell’associazionismo. “Roselli non è un nome che è frutto di complicati algoritmi – si legge in una nota della coalizione – ma di una donna che esercita da oltre vent’anni la professione di avvocato. I suoi trascorsi cittadini parlano di una persona cresciuta nel quartiere Sacro Cuore di Milazzo ed è stata a lungo responsabile dell’Azione Cattolica”. Lo schieramento che sosterrà l’Adele Roselli per l’elezione a sindaca della città, ha già fissato l’obiettivo da raggiungere circa le tematiche riguardanti la salute, il lavoro, la valorizzazione, la promozione del patrimonio storico e la ricostruzione del tessuto sociale. Nelle prossime settimane il programma elettorale si arricchirà, grazie ai tavoli di discussione ai quali la candidata invita i cittadini e le cittadine a portare il proprio contributo per trovare soluzioni partecipate e sostenibili. Così si legge in un’altra nota della coalizione: “Stiamo lavorando a un progetto che guarda non solo alla risoluzione dei problemi di Milazzo, ma che intende coinvolgere i comuni della Valle del Mela e della Fascia Tirrenica”. Insomma, i presupposti per qualcosa di politicamente nuovo per Milazzo ci sono tutti, tuttavia, occorre attendere il prosieguo della campagna elettorale per capire effettivamente se le tante idee messe in atto dalla coalizione di centrosinistra siano davvero forza di una radicata convinzione politica, oppure, come spesso accade in questi casi, diventa una benemerita e demagogica voglia di Potere. Ma c’è un punto inconfutabile che per noi è significativo a prescindere, e cioè la bellezza di una candidatura nuova per una futura, probabile prima cittadina milazzese, che si presenta con umiltà, intelligenza, forza e voglia di fare, per dimostrare coi fatti che nell’era moderna la donna ha evidenziato di essere in grado di assumersi ruoli determinanti per una leadership che spesso supera le stesse capacità dell’uomo. Certo, non vogliamo farne un distinguo di genere, ma vogliamo soltanto dire che certe capacità si misurano soltanto nella persona e non nel sesso.

Salvino Cavallaro

 

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