Inter e Juve, gemelle diverse in “disgrazia” comune.

Tanto odio sportivo che la storia ci ha raccontato negli anni, tanti veleni che le hanno messe sempre a confronto come eterno derby d’Italia. Eppure queste due società, queste squadre dai colori diversi, oggi scoprono la stessa crisi tecnica, lo stesso modus operandi che si è rivelato un flop. Due allenatori sulla graticola: Simone Inzaghi e Massimiliano Allegri. Inter e Juve sono legate da una crisi profonda di risultati, di idee, di gioco, di personalità e autostima perduta. Sono le due squadre che quest’anno sono partite con gli onori dei favori, pregustando già dall’inizio la reale possibilità di essere le grandi favorite del Campionato, ma che allo stato attuale delle cose si sono entrambe perdute nella confusione più totale. Gli sforzi economici fatti per rinforzare le proprie squadre e gli investimenti prodotti anche per fare bene in Champions, non sono in linea con ciò che i tifosi si aspettavano. La delusione è imperante, bruciante, sia in casa interista che in quella juventina, mentre si cercano i motivi di una debacle che appare difficile da decifrare. Rose di qualità e quantità che non giustificano l’attuale situazione che, tuttavia, fa puntare il dito verso i due allenatori, incapaci di compattare e dare un gioco valido alle proprie rispettive squadre.

Inter = La squadra di Inzaghi ha conservato gli stessi giocatori dello scorso anno tranne la cessione di Perisic e l’acquisto di Lukaku, che da quando è tornato in casa nerazzurra non ha potuto dare il suo apporto a causa di un infortunio. Così Inzaghi ha nelle sue mani un gruppo che è stato Campione d’Italia e adesso viaggia lentamente a centro classifica con tre sconfitte in campionato su sette partite giocate. In tutta questa storia negativa ci sono molte responsabilità da parte del tecnico ex Lazio che cambia qualsiasi giocatore abbia preso un cartellino giallo. Tutto ciò evidenzia la paura di restare in dieci con la conseguenza di penalizzare la squadra. Tuttavia, resta inammissibile che un tecnico debba privarsi talora di uno o più giocatori determinanti, solo perché hanno fatto un fallo da cartellino giallo. E poi questo suo volere Correa che è stato strapagato dalla società nerazzurra, ma che poidi fatto, ha prodotto soltanto uno stato di insufficienza tecnica e tattica nell’ambito della squadra. Errori nei cambi durante la partita, che si sono spesso rivelati determinanti e che hanno influito nel perdere i match. Manca l’ossessione di Conte e mancano pure i suoi modi di dirigere la squadra dalla panchina che ha dato i frutti sperati, magari non nella bellezza suprema del gioco, ma nell’essenzialità di portare a casa i punti determinanti. Quella era l’emblema di quell’Inter. E poi tante altre situazioni imputabili alla società che durante il calciomercato non ha saputo chiudere l’operazione Dybala e ha tenuto a bagnomaria la possibile cessione, prima di Bastoni e poi di Skriniar.

Juventus = Max Allegri si difende con il paravento degli infortuni e la rosa completa che non ha mai potuto avere a disposizione. Un dato inconfutabile che non ci sentiamo di negare, se non nell’interrogativo di sapere il perché di così tanti infortuni muscolari. Non si spiega, tuttavia, tutta questa passività della squadra, l’assenza di spirito di gruppo, il nervosismo imperante, soprattutto in Vlahovic, un investimento che si sta rivelando inutile sotto l’aspetto dei gol a grappolo che faceva a Firenze e che nella Juve non trova più. E’ una Juve smarrita che ha perso il suo naturale cinismo che le faceva vincere le partite, anche quando non era all’altezza della situazione. Questa Juve non gioca da squadra, si è persa nei meandri della confusione più totale. Gli acquisti più importanti sono irriconoscibili – vedi Di Maria, Kostic, Paredes, i quali sembrano assorbiti e persi nella via dell’involuzione, così come è già successo a Vlahovic. La società tace, si è resa non disponibile sotto l’aspetto della comunicazione, ma una cosa è certa: al momento attuale Allegri non sarà esonerato, nonostante la piazza juventina ne invochi l’allontanamento. Troppo costosa per la società bianconera sarebbe la rescissione del contratto di mister Allegri, un ennesimo grave errore che va a peggiorare pesantemente le casse della Juventus. Tuttavia, non vediamo come possa la Vecchia Signora permettersi di non passare agli ottavi di Champions e al contempo compromettere la qualificazione alla prossima edizione europea. Un errore imperdonabile, come tanti altri fatti da quell’Inter che si trova in mezzo a quel “mal comune mezzo gaudio” che non avrebbe mai voluto spartire con l’odiata Juventus. Mai dire mai. Il calcio ci insegna che tutto è relativo, anche la forza dell’antipatia calcistica che spesso accomuna situazioni incredibili come quelle attuali.

Salvino Cavallaro

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