“E adesso siediti qui accanto a me, così ti racconto la storia del calcio romantico, dei personaggi e dei calciatori senza tempo che del pallone ne hanno fatto la loro professione con grande senso di umanità”. Mi piace pensare così, nel mio fantasioso immaginario personale, vedere il collega – scrittore Marco Lanza che, seduto accanto a un giovane accompagnato dal papà, rivive attraverso la narrazione del pallone di un tempo neppure troppo lontano, i fasti dei campioni che hanno scritto una pagina importante del nostro calcio, con risvolti umani e aneddoti capaci di scavare dentro l’anima di ciò che eravamo. Sì, mi sembra proprio la storia narrata in fiaba, quella che la nonna dolcemente era capace di farci vivere sempre con il lieto fine. Ma qui, nel libro di Marco Lanza intitolato “I Protagonisti del Calcio Romantico” edito da Nardini Editore, non c’è una vera e propria fine, ma, semmai, la continuità di un football che è cambiato nei tempi e nei metodi, tanto da farci riflettere e porci la domanda: “Meglio ieri o meglio oggi?”. Mah, chissà! Forse non c’è una vera e propria risposta in merito, se non quella di vivere ilcarpe diem di sempre, non tralasciando mai i carezzevoli momenti legati ai ricordi, alla storia, a quel passato senza il quale, se non conosciuto, non ci può aiutare a vivere il presente e il futuro della nostra storia personale. E a chi spesso, con fare da illustri intellettuali fa ricorso alla retorica come “Atteggiamento dello scrivere o del parlare, anche dell’agire, improntato a una vana e artificiosa ricerca dell’effetto con manifestazioni di ostentata adesione ai più banali luoghi comuni”, noi diciamo di cogliere attraverso il messaggio romantico, qualcosa di vero che è poesia, cantico di vita. A prescindere!
Ecco, proprio questo. Sfogliando le pagine del racconto prezioso del mondo del calcio narrato dal 1975, anno in cui Marco Lanza ha cominciato la sua carriera di giornalista sportivo, e della passione sanguigna che, chi più chi meno coinvolge tutti ogni livello, ho pensato a qualcosa capace di portarmi indietro negli anni con l’ausilio romantico che è emozione. Il cambiamento tecnico, le evoluzioni tattiche e nuove scuole di pensiero apportate da allenatori in forma di pressing, difesa alta e attenta al fuorigioco, all’aggressività come forma di inibizione della fonte del gioco avversario, si sono intersecati alla vita vissuta sul campo e fuori da parte di calciatori, ma, soprattutto, di uomini. Ed è bello pensare come Marco Lanza abbia saputo svelare curiosità, aneddoti e ricordi di un calcio che non tornerà mai più.
Ma se questo “Calcio che non tornerà mai più” ha il sapore romantico e sublime di vera e propria poesia, è altresì vero che senza leggerne i contenuti non si può fare il confronto e intavolarne il contraddittorio. E’ un modo come un altro per erudirsi di calcio, di un qualcosa che è entrato sempre più nel quotidiano internazionale e se ne parla a tutti i livelli. Ciascuno con la propria fede calcistica, ciascuno con la visione del tifoso che vede soltanto la propria squadra del cuore, essere sempre la migliore di tutte. Ma c’è anche l’altro aspetto giornalistico e più vero, che, tuttavia, non sempre viene descritto con la necessaria oggettività. Ma questo è un altro discorso che ci porterebbe troppo lontano. Noi vogliamo rifugiarci, forse in maniera più innocente e infantile, nel sogno degli eroi senza tempo, quelli che ci hanno rappresentato e fatto vivere momenti di gioia intensa. In fondo è la commedia del pallone raccontata in tutti i suoi risvolti umani e non solo tecnici. Proprio come fa Marco Lanza.
Ricordiamo che Marco Lanza presenterà il suo libro a Milazzo in provincia di Messina, alle ore 19,00 del 12 agosto 2025 all’Atrio del Carmine, all’interno di un evento culturale promosso dall’infaticabile Attilio Andriolo, presidente dell’Associazione Culturale Teseo. L’evento sarà arricchito dalla presenza di numerosi campioni del passato, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni. Da non perdere!
Salvino Cavallaro
