Lo sappiamo. In questi giorni avete sentito parlare ripetutamente di questa Book –Blogger che suscita momenti di curiosità e ammirazione per la sua capacità di coinvolgerci empaticamente in ogni suo messaggio culturale, sia esso rappresentato dalle tante cose scritte sul suo blog personale, che dalla sua rubrica mensile di promozione letteraria e culturale intitolata “La Rubrica di Strixina – Libri e Dintorni”. E poi c’è tanto altro che si sprigiona dalla sua anima sensibile e fa in modo che si inserisca nell’interiorità di chi legge le sue poesie, i suoi libri, le interviste e le relazioni che rivelano il suo modo di conoscere personaggi noti e altri che fanno parte della quotidianità. Storie da raccontare che arricchiscono, che creano emozione e si fanno leggere come se dentro ci fosse quella preziosa ingenuità che scaturisce dall’anima.
Un anno incredibile per questa ragazza, che va avanti a scrivere come fosse qualcosa di semplice. Vive l’emozione e scrive, viveun momento dell’anima e scrive, vive giornate difficili in cui tendi a perderti in certe fragilità interiori… e scrive. Insomma, la Strixina è una fucina di idee, di voglia di esprimere apertamente tutto ciò che ha nel cuore. “A questo punto non so più se sogno o sono desta”- dice Antonella – “Ma se sogno, per favore, non svegliatemi”. E’ il suo mantra, quel qualcosa cominciato all’inizio di quest’anno fortunato in cui decide di presentare il suo primo romanzo intitolato “Revence” alla Fiera del Libro di Torino. Da lì è partito tutto. Il romanzo ha avuto il successo sperato, ha fatto interviste, trascorso tante ore all’interno del Salone del Libro, incontrandosi con amici e anche con persone mai viste. Tutto è stato un bellissimo sogno realizzato, un’esperienza da vivere. Ma questo sogno continua e questa esperienza da vivere si protrae ancora attraverso la calda estate siciliana, dove trova, a Milazzo, in provincia di Messina, quell’affetto ideale per esprimere tutto il suo lato migliore: quello di scrittrice di libri, racconti e poesie che parlano alla gente, producendo brividi di emozioni.
Così, dopo il successo della presentazione del suo primo romanzo “Revence” alla Villa Vaccarino di Milazzo, il giorno dopo si reca a Roccalumera (Me) per ritirare un premio assegnatole per la sua partecipazione al Concorso di Poesie – Prima Edizione del Festival dello Jonio di Poesia T.A.R.C. – con la sua poesia intitolata “L’infanzia delle rose spente”. Una lirica di sentimenti profondi che le è valsa la conquista inaspettata del secondo posto in graduatoria della sezione Poesie in Lingua Italiana, su oltre cento partecipanti. Una bella soddisfazione per la Book – Blogger calabrese, che è scrittrice, poetessa, “Tessitrice di emozioni”, che fa delle sue produzioni letterarie il senso della sua vita.
E non è ancora finita, perché nei programmi immediati di Antonella Aversente ci sarà ancora l’uscita di due nuovi libri che, come dice lei, saranno di una natura letteraria diversa da “Revence”. E’ come dire che l’appetito vien mangiando. “Ma vi prego, se sto sognando non svegliatemi”. Mah, chissà se papà Ciccio Aversente che la guida dal cielo, stia davvero conducendo lo straordinario percorso umano e letterario della sua dolce Antonella. Chissà!
Salvino Cavallaro
“L’ infanzia delle rose spente”
Da bambina contava le stelle,
cercando risposte in un cielo muto.
Le mani vuote,
gli occhi pieni di domande mai accolte.
Non c’erano carezze sulle sue guance,
solo silenzi che graffiavano l’anima.
Ogni giorno era un inverno,
anche sotto il sole d’estate.
Non si era mai sentita scelta,
né abbastanza, né desiderata.
Rideva per non crollare,
parlava piano per non disturbare.
Custodiva sogni nei cassetti chiusi,
temeva che anche loro la lasciassero.
E cresceva…
con il cuore cucito a punti larghi.
Ora è donna.
Cammina con ferite ancora aperte,
ma lo sguardo ha imparato la verità:
non era colpa sua.
Ha smesso di chiedere amore a chi non sa darlo.
Ha iniziato a guardarsi con occhi più giusti,
a perdonarsi per ogni silenzio ingoiato.
A dire “merito”, senza tremare.
C’è ancora paura nei suoi passi,
ma non fugge più.
Accetta la lealtà cruda dei ricordi,
li ascolta, li sfiora,
senza lasciarsi abbattere.
È un lavoro lento,
ma ogni giorno ricuce un pezzo.
E in quella donna che il mondo ora vede,
vive ancora la bambina
che finalmente,
ha iniziato ad amarsi.
