Capita qualche volta di leggere dei libri e poi rileggerli per la qualità descrittiva dell’autore, che ben s’interseca alla storia narrata con fantasia e realtà nel racconto dei fatti. Quando poi il tema affrontato sa di vissuto personale di chi scrive, ecco che il libro appare come qualcosa da gustare lentamente per meglio riflettere e assorbire i contenuti.
Così mi è successo con il romanzo intitolato “Raccontami una storia Prof!” di Concettina Costa, pubblicato da CTL Editore di Livorno, con una bellissima copertina ricca di colori che riproduce un dipinto di Damiano Marra. Un libro, devo dire, cui sono molto legato per avere scritto la prefazione su gentile richiesta della scrittrice, Prof.ssa Concettina Costa. Per me è stato un piacere accettare l’invito, non solo per essere stato scelto, ma, soprattutto, perché fin da subito sono stato attratto piacevolmente dalla tematica d’attualità affrontata: La Scuola. Sì, proprio la scuola vista e vissuta da una giovane Prof.ssa, tale Vera Romano, che alla sua prima esperienza di insegnante scolastica, si è trovata a impartire le proprie lezioni in una realtà scolastica di un quartiere “difficile” di Messina.
La storia che narra l’intensa esperienza professionale e umana vissuta da Vera Romano nella VC della scuola “S. Quasimodo” della Città dello Stretto, si dipana tra notevoli problematiche di alta percentuale di disagio giovanile e, soprattutto, di microcriminalità e bullismo. Tematiche culturali e sociali che investono spesso la scuola e la famiglia, invitandoli ad unirsi come un monolito per aiutare i ragazzi a crescere in modo corretto e coscienti del rispetto delle regole da seguire attentamente. E tutto sembra diventare quasi insormontabile, quando si affida il compito a una giovane insegnante dotata di tanto entusiasmo e poca esperienza nell’insegnamento della didattica, senza avere le basi per educare gli allievi alla vita sociale. Così com’è capitato a Vera Romano, la quale si trova di fronte, tra l’altro, al grave problema del bullismo dilagante, problema preoccupante della nostra società.
In “Raccontami una storia, Prof!”c’è tutto questo iniziale narrare di rapporti difficili tra l’insegnante e una classe formata da allievi da curare e indirizzare verso l’amore per la scuola. Momenti di seria difficoltà che la Prof. Vera Romano risolve ben presto con l’ausilio dell’empatia, raccontando storie capaci di interessare i ragazzi. Momenti di vita difficili che l’autrice descrive attraverso il suo stile letterario che è narrazione semplice, fluida, scorrevole nelle sue parti più intense, e poi commuovere per la capacità di saper toccare le corde del cuore.
Una storia dove domina l’idea dell’insegnamento come missione, come impegno verso la propria coscienza arricchita da sensibilità e rispetto verso la deontologia professionale. Così la scrittrice ci prende tutti per mano e ci accompagna in quel mondo che è stato suo per tanti anni, ricavando esperienze professionali, ma anche relazioni e conoscenze che l’hanno fatta crescere dal punto di vista umano. E a questo proposito, penso sempre di più a quanto, nella narrazione del romanzo, ci sia molto di Concettina Costa. C’è la sua sensibilità di scrittrice, ci sono i suoi trascorsi professionali, c’è la sua fantasia di donna animata dal grande desiderio di scrivere come forma di approccio relazionale con il suo prossimo, ma, soprattutto, c’è l’anima di chi vede il mondo con gli occhi dell’amore e di quel sentire umano che dà il senso della vita. Così nei suoi racconti, così nelle tante pagine coinvolgenti dei suoi libri, così nei suoi ricordi d’insegnamento scolastico, così nella vita che scorre tra ricordi, figure care e luoghi che si legano al cuore. E’ Concettina Costa, è la scrittrice – tessitrice di emozioni.
Salvino Cavallaro
