Assistendo a una delle tante presentazioni culturali estive organizzati da Attilio Andriolo, presidente della Teseo Cultura di Milazzo, ho riflettuto molto su come sotto le stelle si possano raccogliere sentimenti di ciò che è stato senza fare uso della retorica. Così, nella presentazione ricordo di due illustri poeti milazzesi, Maria Bucca Coppolino e Giuseppe Di Meo, ho pensato a una iniziativa culturale di quasi devozione verso le grandi figure milazzesi che, nonostante il grande orgoglio dei natali e del vissuto nella città mamertina, nessuno ha pensato di rinvigorirne l’immagine. È come dire che la ricerca culturale del passato letterario milazzese non fosse di interesse pubblico, anche alla luce di molti turisti estivi che in questi giorni si trovano a Milazzo per le vacanze. E invece l’iniziativa di Attilio Andriolo di rinverdire la vita storico – culturale e i versi scritti dai poeti Maria Bucca Coppolino e Giuseppe Di Meo ha avuto grande riscontro di pubblico, prova ne è il grande numero di persone che hanno riempito l’Atrio del Carmine. Ritengo che l’organizzare una serata di questo genere, sia stata un’idea apprezzabile sotto l’aspetto dell’orgoglio culturale mamertino. Presenti sul palco le rispettive nipoti degli scrittori – poeti che hanno ricordato il vissuto con aneddoti inediti dei nonni, la serata di gran classe si è arricchita delle bellissime immagini riprodotte in video da Giuseppe La Spada, in cui cultura e poesia si sono intersecati magicamente all’incanto dell’oggettiva bellezza di Milazzo. E poi quell’idea diventata ormai una piacevole consuetudine di far recitare i brani in questione da “The Voice” Enzo Cambria, rappresenta la ciliegina interpretativa nella torta farcita di cultura. Insomma, un’idea da apprezzare soprattutto alla luce degli sforzi organizzativi, economici e di ricerca culturale fatta in modo personale e senza l’aiuto di nessuno, se non quella del Comune di Milazzo che ha messo a disposizione il palco dell’Atrio del Carmine. Insomma, arrivare prima di coloro i quali gli altri non pensano, è un merito di cui essere orgogliosi.
Salvino Cavallaro
