Lo Stretto del riscatto: Ruggiero, amputato a 17 anni, attraversa a nuoto lo Stretto di Messina a 51 anni

Martedì 26 agosto alle ore 10:00, le acque dello Stretto di Messina accoglieranno un’impresa dal valore profondo: la traversata a nuoto organizzata da Paolo Zanoccoli. Tra i partecipanti ci sarà Ruggiero, 51 anni, protagonista di una storia che va oltre lo sport. La sua sarà una sfida simbolica alla vita, un gesto potente che parla di dolore, tenacia, rinascita e amore.

Ruggiero non è un nuotatore professionista. Ha frequentato solo un anno di piscina, poi ha dovuto interrompere a causa di un problema alla spalla, curato nel corso dell’ultimo anno. Ma la vera impresa Ruggiero l’ha affrontata molto tempo fa.
Nel 1993, all’età di 17 anni, un tragico incidente ferroviario lo ha segnato per sempre. Trasferitosi da poco con la famiglia da Messina a Barcellona Pozzo di Gotto, ogni sabato prendeva il treno per tornare nella sua città d’origine, dove aveva lasciato amici e la fidanzatina. Ma l’11 dicembre, durante una di quelle partenze, la porta del treno si chiuse bruscamente e lui finì sotto il convoglio in movimento. Subì l’amputazione di entrambi gli arti inferiori.
Quella tragedia avrebbe potuto spezzare tutto. Ma Ruggiero ha scelto di ricominciare.
Dopo lunghi mesi di ospedale e un difficile percorso di riabilitazione a Bologna per l’applicazione delle protesi, ha ripreso in mano la sua vita. Ha preso la patente, ha ricominciato a lavorare nell’azienda di famiglia, si è costruito una quotidianità fatta di dignità e impegno. Oggi ha accanto una compagna e un figlio, Lorenzo, di quattro anni, che rappresentano per lui la più grande delle vittorie.
Accanto a lui, da sempre, la sua famiglia: la mamma e i fratelli Nicola, Claudia, Titti e Maria Grazia. Sono stati il suo primo sostegno nel momento più buio, e oggi vivono con orgoglio e – comprensibilmente – un po’ di apprensione questa impresa tanto difficile quanto significativa.

Durante la traversata, una barca di supporto con tre persone, tra cui un medico, garantirà la sicurezza dell’evento. Ma la forza che guiderà Ruggiero non sarà a bordo: sarà dentro di lui, e accanto a lui, nei pensieri e nel cuore di chi gli vuole bene.
Questa traversata dello Stretto non è solo sport: è una dichiarazione di libertà, di coraggio, di riscatto. È il messaggio di un uomo che non si è mai lasciato definire dalla propria disabilità, che ha trasformato il dolore in spinta vitale, e che ora – a 51 anni – sfida il mare per dimostrare che nessun limite è invalicabile.

Ruggiero nuoterà per se stesso, per chi lo ama, ma anche per chiunque abbia bisogno di un esempio. Perché dopo ogni caduta può esistere una rinascita. E perché anche il mare, quando lo attraversi con il cuore, può diventare un ponte.

 

 

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