A2A ha presentato oggi il suo primo Piano di Transizione Climatica
che definisce target, leve operative e strumenti finanziari per guidare il percorso di
decarbonizzazione del Gruppo verso l’obiettivo del Net Zero al 2050. Il documento strategico,
pensato come strumento dinamico e trasparente, verrà aggiornato annualmente in parallelo e
assoluto coordinamento con il Piano Industriale, così da riflettere costantemente l’evoluzione
degli scenari energetici e macroeconomici.
“La mitigazione dei cambiamenti climatici rappresenta una condizione imprescindibile per la
stabilità dei sistemi ambientali, sociali ed economici. Dal 2000 a oggi, gli eventi climatici estremi
hanno generato danni per oltre 3.600 miliardi di dollari e le stime indicano che i costi
dell’inazione potrebbero raggiungere i 1.200 trilioni di euro, quasi il doppio degli investimenti
necessari a rispettare gli Accordi di Parigi.” – ha dichiarato Roberto Tasca, Presidente di A2A –
“In questo scenario, i piani di transizione climatica delle imprese rivestono un ruolo essenziale
nella mobilitazione dei capitali: permettono di valutare preventivamente i rischi, individuare
nuove opportunità di investimento, rafforzare la fiducia del mercato e favorire un migliore
accesso al credito, contribuendo alla riduzione dei costi di finanziamento. Essi costituiscono
inoltre la base delle strategie di finanza sostenibile, un ambito nel quale il nostro Gruppo è stato
pioniere, con l’emissione del primo European Green Bond e del primo Blue Bond in Italia.
Iniziative che confermano come la transizione verso modelli di business più responsabili possa
generare valore finanziario per l’azienda e per tutti gli stakeholder.”
“La crisi climatica richiede visione, coerenza e la capacità di agire con responsabilità nel lungo
periodo. Affrontiamo questa sfida facendo leva sulle nostre competenze industriali,
sull’innovazione tecnologica su cui stiamo investendo e su un modello di business che integra
dimensione ambientale, economica e sociale.” – ha dichiarato Renato Mazzoncini,
Amministratore Delegato di A2A – “Il nostro obiettivo è chiaro: raggiungere il Net Zero su tutti gli
Scope emissivi entro il 2050. Il Piano di Transizione Climatica chiarisce come intendiamo farlo,
definisce tappe intermedie ambiziose e amplia la nostra visione oltre l’orizzonte del Piano
Industriale al 2035, pur nella consapevolezza che, per gli scenari in grande cambiamento,
dovremo costantemente aggiornare traiettoria e azioni. In questo quadro, abbiamo già previsto
circa 7 miliardi di investimenti dedicati a specifiche leve di decarbonizzazione: 5 per la
Transizione Energetica e 2 per l’Economia Circolare.”
Il Piano si fonda su uno scenario energetico che prevede per l’Italia il raggiungimento della
neutralità climatica nel 2050, con un ruolo rilevante delle tecnologie di cattura e stoccaggio della
CO₂ (CCS) e una crescita della domanda elettrica legata all’elettrificazione dei consumi a cui si
aggiunge il recente sviluppo dei data center. Nel Transition Plan l’upside di richiesta di energia
da parte di questi hub digitali non è ancora stata fattorizzata; se le previsioni degli scenari
nazionali più recenti verranno confermate, sarà necessario definire, dal prossimo
aggiornamento, un nuovo approccio alla produzione elettrica che garantisca un carico baseload
costante e sicuro.
La strategia del Gruppo ruota attorno a due pilastri:
1. Elettrificazione dei consumi, sostenuta da un forte incremento delle fonti rinnovabili e
dal contributo del gas naturale in impianti termoelettrici ad alta efficienza nel breve-medio
periodo;
2. Economia circolare, attraverso la valorizzazione dei rifiuti e degli scarti come materia o
energia, contribuendo così a una significativa riduzione delle emissioni del Paese.
L’obiettivo finale è una riduzione di almeno il 90% della carbon footprint del Gruppo entro il 2050
rispetto al 2023, con compensazione delle sole emissioni residue tramite crediti di rimozione
certificati. Il Piano conferma inoltre:
– riduzione del 50% delle emissioni dirette entro il 2035 e dell’80% entro il 2040 (rispetto
al 2017)
– riduzione del 61% dell’intensità emissiva (gCO₂e/kWh) entro il 2035 (baseline 2017);
– azzeramento delle emissioni Scope 2 legate all’acquisto di energia entro il 2026;
– riduzione delle emissioni Scope 3 lungo la supply chain (-30%), nelle attività upstream dei
vettori energetici (-60%) e nell’uso del gas da parte dei clienti (-22%) al 2035 (baseline
2023).
La supply chain rappresenta una leva determinante del percorso: per questo il Gruppo ha avviato
il progetto Scope 3, dedicato al supporto dei fornitori nell’implementazione di strategie di
riduzione delle emissioni.
Complessivamente, i circa 7 miliardi di capex al 2035 saranno allocati in particolare per:
– 3,4 miliardi allo sviluppo della produzione da fonti rinnovabili;
– 1 miliardo a soluzioni di cattura della CO2 per impianti Waste-to-Energy, recupero di calore
industriale e dai data center per le reti di teleriscaldamento, elettrificazione della flotta
dedicata alla raccolta rifiuti e sviluppo della produzione da bioenergie.
Il Piano è sostenuto da strumenti di finanza sostenibile, come il primo European Green Bond del
Gruppo e il primo Blue Bond in Italia. L’obiettivo è portare al 100% la quota di debito ESG entro il
2035 (attualmente all’82%).
Elemento imprescindibile della strategia è la Just Transition: il Gruppo garantirà percorsi di
reskilling e upskilling a tutto il personale coinvolto nelle attività che evolveranno nel contesto
della decarbonizzazione, con programmi formativi dedicati e iniziative per attrarre nuove
competenze.
A2A presenta il primo Piano di Transizione Climatica verso il Net Zero al 2050
