Airone guardabuoi salvato a San Pier Niceto: una storia di collaborazione e tutela della natura

Una bella storia di sensibilità e impegno arriva dal territorio messinese. Ieri, 5 dicembre, a San Pier Niceto, un giovane airone guardabuoi in difficoltà è stato avvistato e salvato grazie alla prontezza e all’attenzione di Maria Pavone e Riccardo Micale, che si sono accorti subito delle sue condizioni critiche e hanno scelto di intervenire.

Dopo un recupero delicato, l’airone è stato affidato ai professionisti del Centro Recupero Fauna Selvatica dello Stretto di Messina, dove riceverà cure e monitoraggio fino a quando non sarà pronto per tornare a volare libero nel suo ambiente naturale.

Questo intervento è un esempio concreto dell’importanza della collaborazione tra cittadini, volontari e centri specializzati. In questo contesto, un ruolo centrale assume il MuMa – Museo del Mare di Milazzo, uno spazio dedicato alla tutela del mare, dell’ambiente e alla divulgazione scientifica.

Il MuMa è stato fondato nel 2019 all’interno della cittadella fortificata di Milazzo, e viene diretto dal biologo marino e divulgatore scientifico Carmelo Isgrò, che negli anni è diventato un punto di riferimento per educazione ambientale, ricerca e attività di recupero della fauna in difficoltà. Attorno al museo è nato il “MuMa Rescue Team”, un gruppo di volontari appassionati che supporta gli interventi di soccorso e contribuisce alla sensibilizzazione della comunità.

Chiunque desideri partecipare in prima persona a queste attività può scrivere in privato a Carmelo Isgrò, per entrare a far parte del team e sostenere le azioni di tutela della fauna selvatica.

Curiosità: perché si chiama “airone guardabuoi”?
Il nome deriva dal comportamento tipico di questa specie: l’airone segue spesso mandrie di bovini o altri grandi erbivori, approfittando del loro movimento per catturare insetti e piccoli animali che si sollevano dal terreno. Una collaborazione spontanea che gli ha conferito questo particolare soprannome.

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