De Luca: “La ZES di Dagnino non funziona. Serve una vera super ZES che dia certezze alle imprese”

Palermo – «La cosiddetta ZES siciliana, così come concepita dall’assessore Dagnino, non solo non migliora il modello nazionale, ma ne peggiora il funzionamento, introducendo incertezza, discrezionalità e aspettative che vengono poi puntualmente disattese».
Lo afferma Cateno De Luca, intervenendo sul tema delle Zone Economiche Speciali e delle politiche regionali a sostegno degli investimenti produttivi.

Secondo De Luca, il modello adottato dal governo regionale rappresenta «un esercizio di creatività inutile», quando esiste già uno strumento nazionale che funziona: «La ZES nazionale è una misura automatica, chiara, che consente la compensazione fiscale e contributiva per gli investimenti nel Mezzogiorno, senza bandi e senza discrezionalità. In Sicilia la compensazione può arrivare fino al 60 per cento per le piccole imprese e al 40 per cento per le grandi imprese».

Il problema, evidenzia De Luca, è che le risorse stanziate a livello nazionale non sono state sufficienti a coprire le richieste generate dagli investimenti effettivamente realizzati: «In Sicilia gli investimenti hanno superato gli 800 milioni di euro, mentre a livello di ZES Unica si è andati oltre i due miliardi. Il risultato è che la compensazione promessa non è stata garantita: alle piccole imprese è arrivato circa il 36 per cento invece del 60, alle grandi imprese circa il 20 per cento invece del 40».

Una situazione che, secondo De Luca, ha mortificato le aspettative degli imprenditori e compromesso la credibilità dello strumento: «Chi investe deve avere certezze, non sorprese a consuntivo».

Da qui la proposta alternativa: «La Regione Siciliana dovrebbe affiancare alla ZES nazionale un fondo regionale integrativo, semplice e automatico, che garantisca la compensazione fino ai tetti massimi consentiti dalle norme europee. Non serve inventare nuove ZES o complicare i procedimenti: basta copiare ciò che funziona e rafforzarlo».

De Luca sottolinea che una misura di questo tipo rappresenterebbe un vero vantaggio competitivo per la Sicilia: «Significherebbe dire agli imprenditori: venite in Sicilia, perché qui, oltre alle risorse nazionali, la Regione mette risorse proprie per garantire certezze sugli incentivi. La Regione dovrebbe dunque adattare i propri sistemi informatici degli uffici pubblici per poter fornire ogni contributo alla ZES nazionale senza le attuali lungaggini burocratiche dovute a piattaforme che non dialogano tra loro e certificano il fallimento, in Sicilia, del funzionamento della piattaforma unica digitale della struttura ZES”.

«Questa è la visione strategica che manca – conclude De Luca – mentre oggi si continua a frammentare le risorse e a sperimentare modelli che creano solo confusione. Se vogliamo attrarre investimenti veri, dobbiamo smettere di inventare e iniziare a governare».

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