La transizione energetica può diventare il vero motore occupazionale del Sud Italia. È quanto emerge dallo studio realizzato da SVIMEZ in collaborazione con A2A, presentato a Roma nel corso dell’evento “Rigenerazione Sud: competenze, lavoro, sostenibilità. Le rinnovabili per il futuro del Mezzogiorno”, promosso da Associazione Civita.
Secondo la ricerca, il raggiungimento degli obiettivi fissati dal PNIEC entro il 2030 potrebbe generare circa 73mila nuovi posti di lavoro nel Mezzogiorno, di cui 15mila destinati agli under 35. Un dato che evidenzia come lo sviluppo delle energie rinnovabili possa contribuire concretamente a trattenere competenze e giovani laureati in territori storicamente segnati dalla migrazione verso altre aree del Paese o all’estero.
Negli ultimi anni il Sud ha mostrato segnali incoraggianti, con una crescita del PIL superiore alla media nazionale e un tasso di occupazione giovanile che ha raggiunto il 52,1% nel 2024. Tuttavia, il fenomeno dell’emigrazione giovanile resta significativo: oltre 105mila giovani hanno lasciato il Mezzogiorno ogni anno nel triennio 2022-2024.
In questo contesto, la transizione ecologica assume un ruolo strategico. Per centrare i target del PNIEC sarà necessario aumentare la capacità rinnovabile nel Sud di 27 gigawatt entro il 2030, pari a circa il 50% del totale nazionale. Un obiettivo ambizioso, ma supportato da un dato significativo: l’88% delle richieste di connessione per nuovi impianti in fase avanzata proviene proprio dalle regioni meridionali.
Gli investimenti complessivi stimati superano i 62 miliardi di euro a livello nazionale e potrebbero attivare filiere industriali innovative, favorendo allo stesso tempo una riduzione del costo dell’energia e un rafforzamento della competitività dei territori.
«La transizione ecologica è una priorità imprescindibile per il Paese», ha dichiarato Renato Mazzoncini, sottolineando come il Mezzogiorno rappresenti «un’area strategica per lo sviluppo delle rinnovabili e per il consolidamento del tessuto produttivo».
Sulla stessa linea Luca Bianchi, che ha evidenziato come «l’autonomia energetica europea passi anche dal Sud Italia», trasformando la transizione energetica in «un’opportunità concreta per creare lavoro qualificato e trattenere i giovani».
Per Simonetta Giordani, la sfida passa anche dal dialogo tra istituzioni, imprese e territori: «Le energie rinnovabili non sono solo un obiettivo ambientale, ma una piattaforma per costruire futuro, nuove competenze e opportunità per le giovani generazioni».
Il messaggio che emerge dallo studio è chiaro: il Mezzogiorno può diventare protagonista della rivoluzione energetica, trasformando una sfida globale in una leva concreta di sviluppo economico e sociale.
