Tumori, in Europa aumentano i casi: cure ancora diseguali e ritardi nella prevenzione

Sono oltre 2,7 milioni i nuovi casi di tumore stimati nell’Unione Europea nel 2024, circa cinque diagnosi ogni minuto. Un numero destinato a crescere: secondo le previsioni, entro il 2040 si potrebbero raggiungere 3,2 milioni di nuovi casi l’anno. È quanto emerge da un rapporto realizzato dall’Ocse e dalla Commissione europea, che fotografa un sistema sanitario ancora segnato da forti disuguaglianze nell’accesso alle cure e nella prevenzione.

Lo studio evidenzia come, nonostante l’assistenza oncologica assorba già il 7% della spesa sanitaria europea, molti pazienti continuino a incontrare difficoltà nell’ottenere diagnosi e trattamenti tempestivi. Uno dei principali punti critici riguarda gli screening, fondamentali per individuare precocemente la malattia. La partecipazione varia però notevolmente tra i diversi Paesi: per lo screening mammografico si passa dall’83% di Danimarca e Svezia al 15% della Grecia, mentre per il tumore del colon-retto si oscilla dal 74% della Finlandia al 9% dell’Ungheria. A incidere sono anche fattori sociali, con una minore adesione ai programmi di prevenzione tra le persone con livelli di istruzione più bassi.

Il rapporto segnala inoltre differenze significative nelle scelte terapeutiche. Per il tumore al seno, ad esempio, la chirurgia conservativa è molto più diffusa in alcuni Paesi rispetto ad altri, mentre nel trattamento del tumore alla prostata si registrano approcci molto diversi tra gli Stati europei, con conseguenze anche sugli esiti clinici.

Tra le criticità emerge anche la frammentazione dell’assistenza. Molti pazienti lamentano percorsi di cura poco coordinati, l’assenza di un piano terapeutico chiaro e la difficoltà di comunicazione tra le diverse strutture sanitarie, spesso costretti a ripetere la propria storia clinica a ogni nuovo specialista.

Per migliorare il sistema, Ocse e Commissione europea indicano come modello i percorsi adottati da Paesi come Danimarca e Svezia, dove sono stati introdotti tempi massimi garantiti per l’avvio delle cure e team multidisciplinari che seguono il paziente durante tutte le fasi della malattia, con l’obiettivo di assicurare un’assistenza più uniforme, tempestiva e centrata sulla persona.

Articoli consigliati