Tutto dorme, tutto tace, nonostante una situazione che richiederebbe massimo impegno da parte delle istituzioni siciliane e del governo nazionale. L’immagine di Catania, del suo aeroporto Vincenzo Bellini e, purtroppo, anche della Sicilia in genere, restano deturpati dai fatti di quotidiana ansietà di chi deve viaggiare per lavoro o per altro, passando attraverso voli che toccano l’aeroporto di Fontanarossa.
È praticamente tutta l’estate 2026 che l’Etna erutta con fuoriuscita di lapilli e cenere che si riversa nel sottostante aeroporto di Catania, rendendo impossibile il normale sviluppo del traffico ✈️ aereo. E mentre abbiamo visto migliaia di persone in attesa di comunicazioni necessarie per potere organizzare l’imprevedibile sorpresa, tutto si traduce in un caos da terzo mondo.
Voli annullati o dirottati a Comiso o Palermo, con il conseguente disagio di chi si deve arrangiare da solo per potere ritornare a casa o altrove. Abbiamo saputo che in alcuni casi sono stati chiesti circa 800,00 euro per essere trasferiti in auto da Catania a Palermo, quando il più vicino aeroporto di Comiso non è mai stato messo in grado, e in maniera strutturale, di supportare un’affluenza tale da aeroporto considerato polo nevralgico. Perché?
Sono lustri che ricordano i tentativi di costruire un aeroporto efficiente nel territorio che comprende Milazzo, la Valle del Mela e Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina, posizione nevralgica che si pone lontana dall’Etna, ed è vicina alle Isole Eolie e a Taormina, luoghi turisticamente richiesti dalla stragrande maggioranza di persone che arrivano in Sicilia. Ma nulla è stato fatto, nulla di concreto, se non chiacchiere di propaganda politica e niente più.
E intanto l’Etna, in qualità di vulcano attivo erutta, eruttera’ sempre con l’emissione di lapilli e cenere lavica, tra spettacolo naturale e immancabili disagi creati al sottostante aeroporto che, metaforicamente e messa in ginocchio, prega “iddu, a muntagna così chiamata dai catanesi”, di spegnere i suoi ardori bollenti.
Ma la natura non la fermi. Sì, perché la natura è più forte di tutti noi che al confronto siamo piccoli e impreparati a capire quanto importante sia la prevenzione fatta attraverso progetti e obiettivi concreti, da raggiungere per vivere in maniera civile.
Salvino Cavallaro
