Buon Compleanno a Pier Luigi Pizzaballa.

 

Il 14 settembre 1939 nasceva un bergamasco doc che dei pali della porta ne ha fatto la sua storia attraverso il professionismo del pallone. I diversamente giovani ricorderanno sicuramente le gesta di Pier Luigi Pizzaballa, mentre i più giovani hanno ancora in mente quella figurina della Panini che si rese introvabile per il completamento del proprio album dei calciatori. Oggi Pizzaballa compie 83 anni ma non li dimostra, grazie anche a una carriera integra di calciatore serio, molto attento al mantenimento della forma e serio sotto l’aspetto squisitamente professionale. Erano gli anni in cui il ruolo di portiere si limitava a parare attraverso l’esplosività, il balzo felino da un palo all’altro, il buon piazzamento, il coraggio di accartocciarsi e carpire il pallone dai piedi dell’avversario che si presentava in area di rigore. Non serviva essere bravi con i piedi, così come fanno oggi i portieri,che attraverso scuole di pensiero moderne volute dai luminari del calcio, il portiere deve necessariamente essere bravo anche tecnicamente. Pizzaballa cominciò la sua carriera nel Verdello ed esordì in Serie A nell’Atalanta, sì, proprio quella Dea bergamasca destinata a restargli addosso sulla pelle fino ad oggi come un appassionato tifoso che tutte le domeniche la vede allo Stadio nel suo posto riservato o in televisione, quando i nerazzurri bergamaschi giocano fuori casa. Passò alla Roma, al Verona e al Milan, prima di chiudere la sua lunga carriera proprio da dove era partito, e cioè nelle fila dell’Atalanta, collezionando 275 presenze nella massima serie. In carriera ha vinto due Coppe Italia, la prima della quale con la maglia dell’Atalanta nella stagione 1962’63 nonché il Premio Combi quale miglior portiere della Serie A nel 1964’65. Cartoline in bianco e nero capaci di fare da specchio in un Come eravamo che ci emoziona e ci rende romanticamente consapevoli del tempo che è trascorso veloce e inesorabile. Ma oggi non è bello pensare a tutto ciò. Oggi è il compleanno di Pier Luigi Pizzaballa, portiere capace di far parlare molto di sé tra i pali ma non nella vita di tutti i giorni, dimostrando un carattere introverso e chiuso nel rapporto con i giornalisti. Lui i fatti li ha sempre voluti dimostrare sul campo, tra i pali della porta con i suoi tuffi da gattone, il pallone “strappato”con le mani all’avversario e poi calciarlo più lontano possibile dalla sua area di rigore. Di lui resta il ricordo del portiere di un calcio diverso, un pallone che ancora si poteva intendere come gioco e non come lotta di aziende calcio che si “combattono”a suon di milioni di Euro. Ma non ci pensiamo. Lasciamo tutto ai ricordi. Ai romantici ricordi. Oggi Pierluigi Pizzaballa deve soffiare sulle sue 83 candeline poste in una torta nerazzurra, i colori della sua Dea bergamasca. E’ il giorno in cui si augura buona lunga vita a te, Pier Luigi Pizzaballa da Bergamo,che del pallone ne hai fatto la passione sviluppata in una splendida carriera professionistica.

Salvino Cavallaro

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