Una Panda, un tappeto erboso chiamato “Wimbledon” e un turbinio di idem sentire.

Ci sono certi giorni che non sono uguali agli altri e ti restano dentro come qualcosa che si infiltra in un angolo dell’anima. E allora pensi a quell’invito a pranzo in una casa di campagna attorniata da un meraviglioso tappeto erboso, che chi lo coltiva con cura e amore lo chiama Wimbledon. È il chiaro riferimento a quell’erba londinese perfetta e morbidissima, che in un rettangolo di gioco diventa l’ideale per il football che conta. Ma questa è solo una metafora per significare tutto l’orgoglio di chi coltiva quel campo verde tra la secchezza di un d’intorno riarso dal sole che fa pensare a un quasi miracolo. E così alla guida della sua Panda ti accompagna a fare un giro tutto in torno a quel rettangolo verde curatissimo. “Di solito non lo faccio con nessuno” – dice alla guida della sua Panda l’orgoglioso e gelosissimo creatore di tale magnificenza all’ospite – “ma a te, a voi, lo faccio con piacere”. Ed è stato bellissimo assaporare l’emozione di un giro in macchina, mentre si avverte chiaro il sordo affondare delle ruote tra quei fili d’erba che traducono il grande lavoro, la passione, l’amore e l’orgoglio di avere creato un piccolo angolo di paradiso. Lui è un angelo dal grande altruismo, io una semplice persona fortunata di averlo incontrato. Ci sono giorni………

 

Salvino Cavallaro

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