Schifani blinda la maggioranza: rimpasto entro aprile e più spazio ai deputati

PALERMO – Una tregua, almeno per ora. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani riesce a ricompattare il centrodestra all’Assemblea Regionale Siciliana grazie a due impegni chiave: il rimpasto di governo entro fine aprile e un maggiore coinvolgimento dei deputati nelle prossime manovre economiche.

Il chiarimento è arrivato nel corso del vertice di maggioranza svoltosi a Torre Pisana, alla presenza del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e dei principali rappresentanti dei partiti. Un confronto necessario dopo mesi di tensioni, segnati da assenze strategiche e voti a rischio in Aula.

Sul rimpasto, primo nodo politico, l’accelerazione è ormai evidente. Si attende il pronunciamento del gup sulla posizione dell’assessora al Turismo Elvira Amata, passaggio che potrebbe aprire ufficialmente la fase operativa. Alcune caselle dell’esecutivo sono destinate a cambiare, anche se resta stabile l’assessorato all’Economia, dove si rafforza il ruolo di Alessandro Dagnino, già al lavoro su dossier delicati.

Tra questi, gli interventi contro il caro carburanti: sul tavolo del governo ci sono 25 milioni di euro destinati a sostenere autotrasporto, agricoltura e pesca, settori penalizzati anche dall’aumento dei costi per gli attraversamenti dello Stretto di Messina.

Nel vertice si è affrontata anche la questione interna alla Democrazia cristiana, che ha chiesto maggiore rappresentanza nell’esecutivo. Il capogruppo Carmelo Pace ha rivendicato “pari dignità” rispetto agli altri alleati. Un’apertura da parte di Schifani che lascia intravedere un possibile riequilibrio politico.

Non è mancato il passaggio sul caso Agrigento, dove tensioni locali hanno escluso la Dc dalla coalizione per le amministrative. Il presidente della Regione ha assicurato un intervento diretto per ricomporre la frattura, nonostante la linea finora mantenuta da Palazzo d’Orleans di non interferire nelle dinamiche locali.

Altro punto centrale, il metodo. Schifani ha garantito ai partiti un maggiore coinvolgimento nelle scelte economiche, a partire dalla manovra di luglio e dalla legge di stabilità autunnale. Torneranno gli emendamenti territoriali, ma con l’obiettivo dichiarato di evitare derive clientelari. Un segnale apprezzato anche da esponenti della maggioranza come il deputato leghista Vincenzo Figuccia.

Resta però qualche malumore. All’incontro non hanno partecipato i rappresentanti di Noi Moderati, scelta che ha provocato la dura reazione del coordinatore Saverio Romano, che ha parlato di esclusione “infantile”. Sulla stessa linea la deputata Marianna Caronia.

La prova della tenuta della maggioranza è già imminente. L’Aula di Sala d’Ercole è chiamata ad approvare un disegno di legge rimasto bloccato nelle scorse settimane, simbolo delle difficoltà politiche degli ultimi mesi. Tra le misure previste, anche l’istituzione di un centro per il trattamento dell’endometriosi a Enna.

Per Schifani, il vertice segna un punto di ripartenza. Ma la stabilità del centrodestra siciliano resta legata alla prova dei fatti, tra rimpasto, riforme e votazioni decisive in Aula.

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