Quando l’ONU sceglie il MuMa come ambasciatore di speranza per le nuove generazioni, Milazzo
abbatte ogni confine.
La Summer School on Ocean Literacy and Collaboration è un progetto nato dalla collaborazione tra Sea Beyond (promosso dal Gruppo Prada), la Commissione Europea – DG MARE e la Coalizione EU4Ocean. Più che un semplice progetto, l’iniziativa si è rivelata un’esperienza memorabile per 25 giovani della Gen Z provenienti dalle sponde nord e sud del Mediterraneo e del Mar Nero, che hanno avuto l’opportunità di partecipare a diverse attività presso il MUMA di Carmelo Isgrò.
«Grazie a tutti gli ospiti che stasera ci onorano della loro presenza, compreso la rappresentante dell’UNESCO, che ringrazio per aver scelto la sala del MuMa della nostra città, che credo possa essere uno dei punti di riferimento più importanti per quanto riguarda il mare. Certo, non è l’Oceano, noi siamo un po’ più piccoli qui nel Mediterraneo, ma credo che l’esempio che viene dalla nostra città possa essere un faro per tutti gli altri posti.»
Venerdì 18 settembre al Museo del Mare, è il sindaco Giuseppe Midili tra i primi a prendere parola, prima di lasciare la scena a Francesca Santoro, oceanografa, scienziata e divulgatrice scientifica italiana, responsabile delle attività di Ocean Literacy (educazione all’oceano) per la Commissione Oceanografica Intergovernativa (IOC) dell’UNESCO.
«Quando dovevamo decidere dove fare la quinta edizione di questa scuola estiva, che tra l’altro è
co-organizzata e cofinanziata dalla Commissione Europea, non ho potuto che volere venire a Milazzo. […] Sea Beyond, voleva individuare dei progetti meritori di essere sostenuti. così è nato Let’s Digitised MuMa.»
Non solo biologia e oceanografia, il programma mira a fornire alle nuove generazioni diversi strumenti in grado di contrastare problematiche attuali come l’inquinamento e la salvaguardia della biosfera marina.
A rendere ancora più concrete le parole di Santoro è stata la partecipazione degli istituti I.T.E.T “Ettore Majorana” e I.T.T “Leonardo Da Vinci” di Milazzo e I.T.T- L.S.S.A “Copernico” di Barcellona Pozzo di Gotto. Gli studenti hanno avuto la possibilità di poter rivolgere alcune domande alla scienziata riguardo il suo progetto. N’è scaturito un dibattito acceso che ha centrato numerosi temi dalla prevenzione ambientale fino agli obiettivi del lavoro da ricercatore.
Questo tipo di Summer School, infatti, favorisce l’acquisizione di Soft Skills, come le capacità di comunicazione, di interazione con le istituzioni pubbliche e di project management (da idee a progetti). In quest’ottica le domande poste dai ragazzi dimostrano che l’UNESCO promuove diversi progetti educativi come: La Citizen Science, una catena di progetti di monitoraggio (come il tracciamento delle plastiche o delle specie aliene nel Mediterraneo) che permette a cittadini e studenti di sviluppare capacità di collaborazione e responsabilità civica; il mondo di “Ocean Heroes” all’interno del videogioco Minecraft, in grado di allenare il problem solving nei più giovani; e le Scuole Blu (o Blue Schools), istituti scolastici che integrano l’educazione all’oceano e la cultura del mare all’interno dei propri programmi didattici.
Hanno presenziato all’evento, inoltre, Giovanni Mangano, Presidente del Consorzio di Gestione dell’Area Marina Protetta (AMP) Capo Milazzo, la Compagnia dei Carabinieri di Milazzo, la Guardia di Finanza e la Guardia di Finanza sezione operativa navale.
«Ho bisogno del mare perché mi insegna»
Citando il celebre verso di Pablo Neruda, Francesca Santoro ha ricordato come il mare non sia soltanto un oggetto di studio, ma una guida capace di mostrarci che siamo tutti interconnessi e che nell’oceano non esistono barriere. Perché tutelare il mare non significa soltanto difendere
una risorsa naturale fragile, ma insegnare alle nuove generazioni il valore della collaborazione, della legalità e del nostro futuro comune.
Angelica Risi
