“D’Amare”: la cultura del mare accende Milazzo dal 25 settembre al 29 ottobre. “Amore” la parola chiave per salvare la nostra autenticità.

“Amare” e “Mare”, due parole bellissime che racchiudono al loro interno la vera essenza di Milazzo. Si
apre così la seconda edizione di “D’Amare – cultura e tradizioni”, un percorso suddiviso in cinque
giornate che mirano a far scoprire il valore delle tradizioni e della pesca ecosostenibile a tutta la
comunità, ma soprattutto alle nuove generazioni.
Durante la sessione del 22 settembre tenuta nei pressi di Palazzo D’Amico, i partner del progetto, tra
cui Antonino Italiano (assessore allo Sviluppo economico del Comune di Milazzo), Giovanni Mangano
(presidente dell’AMP Capo Milazzo), la ricercatrice Teresa Romeo della Stazione Zoologica Anton
Dohrn, Giuseppe Maimone (responsabile dell’AMP Capo Milazzo), Domenico Lombardo (Dirigente
della Pianificazione Strategica del Comune di Milazzo), Nino Accetta di Confcooperative Pesca, Ivana
Bonaccorsi (membro del Consiglio di amministrazione) e il direttore del MUMA Carmelo Isgrò, si sono
riuniti per presentare l’iniziativa e descriverne l’intento alla platea.
Si parte il 25 settembre al teatro Trifiletti con l’incontro rivolto all’istituto nautico e turistico “Leonardo
Da Vinci”, per poi proseguire l’1 e 2 ottobre con una visita guidata delle scuole nell’AMP di Capo
Milazzo e al MUMA. Il 5 ottobre il Trifiletti accoglierà i ragazzi dell’istituto alberghiero “Renato Guttuso”,
e l’intero percorso raggiungerà il suo culmine giovedì 29 ottobre con l’evento finale al Borgo di
Vaccarella, che ospiterà uno show cooking, degustazioni e un contest culinario.
«Un progetto che si è scritto in qualche modo da solo. […] Vaccarella ci restituisce un’autenticità ed
una forza che in realtà è chiara già di per sé». Le parole di Lombardo vertono sul ripartire dai cittadini e
dalla loro quotidianità, dalla vita “semplice” dei pescatori e dalla preservazione delle risorse ittiche.
Vaccarella, in questo senso, è stata la protagonista di una serie di riqualificazioni importanti come
l’inaugurazione del Museo delle tradizioni marinare; ma non solo, sul nostro territorio la valorizzazione
della ‘Ngonia del Tono e il trasferimento del palischermo di piazza San Papino, con la sua successiva
musealizzazione all’interno del Museo del Mare, non sono stati da meno.
«Milazzo non si affaccia solo sul mare, ma dal mare ha tratto la propria storia, la propria identità e il
suo sostentamento», ha poi affermato Giovanni Pigna, comandante della Capitaneria di Porto, «quindi
la pesca deve rappresentare un collante fra le generazioni».
Il futuro di Milazzo non parte dagli anziani, ma dal coinvolgimento dei giovani. Durante il suo
intervento, Giuseppe Mangano ha promosso il primo progetto internazionale sulla plastica dal titolo
“PLASTICARE”, finanziato dalla Regione Siciliana con oltre 2,6 milioni di euro, all’interno del quale
verrà creata la prima intelligenza artificiale dedicata alla pulizia delle spiagge. Inquadrando i rifiuti
abbandonati sulla sabbia, i ragazzi potranno quindi classificarli e riciclarli in modo corretto. «Questo
perché, se noi non partiamo dai ragazzi, questa città non la cambieremo mai. […] I ragazzi sono i
custodi del nostro futuro e noi dobbiamo andare avanti per questa strada».
“D’Amare” non ha solo l’obiettivo di salvare la pesca tradizionale, ma soprattutto si impegna a unire la
salute del mare e il benessere dell’uomo con uno sviluppo socioeconomico, in accordo con le norme
prestabilite dall’Agenda 2030, per trasformare l’area marina protetta in un paradiso libero di poter
essere goduto da locali e turisti.
A siglare la conclusione dell’incontro è stato l’intervento della dirigente scolastica dell’ITET “Leonardo
da Vinci”, la preside Stefania Scolaro. Al centro della sua riflessione si collocano cultura, rispetto e
valorizzazione del mare, assunti come pilastri per il riscatto del territorio. Un orizzonte che si compie
solo nella cooperazione: «Solo facendo rete possiamo porci all’attenzione del mondo».

Angelica Risi

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