Giusy Salmeri si racconta attraverso il viaggio nella sua interiorità.

COS’È L’AMORE?

Sono seduta nel mio giardino.

Intorno a me c’è il verde che amo, le mie piante che curo con pazienza, i fiori che osservo crescere giorno dopo giorno. Mi piace perdermi qui. In questo piccolo angolo di mondo trovo una tranquillità che spesso, fuori da queste mura, faccio fatica a trovare.

E mentre guardo le mie piante, penso.

Penso a una parola che sembra così semplice da pronunciare, ma che forse è una delle cose più difficili da spiegare.

Amore.

Cos’è davvero l’amore?

Me lo sono chiesta tante volte nella vita. E più ci penso, più mi convinco che non esista una sola risposta.

L’amore è tante cose insieme.

È gioia, ma anche dolore.
È presenza, ma a volte è anche assenza.
È una carezza, una parola, un silenzio.
È una mano che stringe la tua quando hai paura.
È qualcuno che resta, anche quando sarebbe più facile andare via.

L’amore, quello vero, non sempre fa rumore.

A volte si nasconde nei gesti più piccoli, quelli che quasi non notiamo.

Una carezza di un padre.
Un bacio dato ogni mattina prima di andare al lavoro.
Un abbraccio che arriva proprio quando non sapevi di averne bisogno.

E poi ci sono gli amori che la vita ci porta via.

Io conosco il dolore di perdere qualcuno che ami e, nello stesso tempo, scoprire che l’amore non muore insieme a quella persona.

Mio fratello non c’è più, ma il mio amore per lui continua a vivere.

Vive nei ricordi, nelle parole, nei gesti, nelle cose che faccio per tenerne vivo il ricordo. Vive dentro di me.

Forse è questa una delle forme più profonde dell’amore: continuare ad amare anche quando non puoi più abbracciare.

Ho conosciuto anche l’amore complicato.

Quello per la propria famiglia, quando la vita, le incomprensioni e le ferite riescono a creare distanze così grandi da sembrare impossibili da colmare.

Per più di dieci anni sono stata lontana dai miei genitori, dalla mia famiglia.

E oggi mi chiedo quante volte, dietro la rabbia, dietro il dolore, dietro le parole non dette, ci fosse semplicemente un amore che non avevamo saputo esprimere nel modo giusto.

Poi c’è l’amore di una madre.

Quello che forse è uno degli amori più istintivi e, allo stesso tempo, più dolorosi che esistano.

L’amore per mia figlia non è sempre stato semplice. Il nostro è un rapporto fatto anche di contrasti, di incomprensioni, di momenti in cui mi sono chiesta se tutti i sacrifici fatti fossero stati visti, se il mio esserci fosse arrivato davvero a destinazione.

Una madre dà, spesso, senza fare i conti.

Dà tempo, energie, preoccupazioni, rinunce. Sostiene anche quando è stanca. Cerca di esserci anche quando dentro avrebbe bisogno lei stessa di essere sostenuta.

Eppure, a volte, non desidera grandi cose.

A volte vorrebbe soltanto sentirsi dire:

“Grazie mamma.”

Oppure ricevere un abbraccio.

Solo questo.

Perché anche una madre, nonostante la forza che mostra, ha bisogno di sentirsi amata.

E poi c’è un amore che forse qualcuno potrebbe non comprendere fino in fondo, ma che per me è assolutamente reale.

Il mio cagnolino.

Non abbiamo avuto un figlio, anche se l’ho desiderato tanto insieme al mio compagno. E lui è diventato il mio bimbo peloso.

Quando rientro a casa, c’è la sua coda che scodinzola ad accogliermi, ci sono le sue feste, la sua gioia incontenibile nel vedermi.

Non ha bisogno di parole.

Mi guarda e sembra capire.

Quando sono giù, si avvicina. Mi fa le sue coccole. A volte ho persino la sensazione che stia male insieme a me, come se riuscisse a percepire il mio dolore.

E allora mi regala quello che può: la sua presenza, il suo calore, il suo amore.

E riesce, quasi sempre, a strapparmi almeno un sorriso.

Forse anche questo è amore.

Essere capiti senza parlare.

Poi c’è l’amore di coppia.

Quello che non ha bisogno necessariamente di una firma per essere vero.

Io considero il mio compagno mio marito, perché per me un’unione non è decretata da un pezzo di carta, ma da ciò che due persone scelgono di vivere insieme.

E noi abbiamo attraversato difficoltà, cadute, incomprensioni.

Ci siamo detti anche “è finita”.
Ci siamo fatti male.
Ci siamo allontanati.

Eppure siamo ancora qui.

A lottare.
A sceglierci.
A cercare di ricostruire.

Per me lui è la mia luce.

Il miracolo che il Signore ha voluto mandarmi dopo anni di sofferenza, cadute e risalite.

Non perché il nostro amore sia perfetto.

Ma forse proprio perché non lo è.

Perché l’amore non è perfezione.

È scegliere di esserci anche quando è difficile.
È imparare a perdonare.
È provare a capire.
È cadere e avere ancora la forza di rialzarsi insieme.

E poi penso che l’amore non sia soltanto quello che proviamo per le persone.

È anche quello che impariamo a provare per la vita.

È prendermi cura delle mie piante.
È emozionarmi davanti a un fiore che sboccia.
È trovare pace nel verde del mio giardino.
È concedermi un momento di silenzio e respirare.

È imparare, lentamente, ad amare anche me stessa.

Perché forse l’amore più difficile da comprendere è proprio quello che dovremmo avere verso noi stessi.

Dopo tante sofferenze, dopo le perdite, dopo le distanze, dopo le cadute, ho capito che l’amore non elimina il dolore.

Lo attraversa.

L’amore non ci promette una vita senza difficoltà.

Ci dà però la forza di attraversarle.

Nei momenti più bui, quando pensiamo di essere soli, l’amore è lì. A volte non ce ne rendiamo nemmeno conto, ma è quello che ci sostiene quando le gambe tremano, quello che ci fa rialzare quando pensiamo di non avere più la forza.

L’amore avvicina.

L’amore abbatte barriere che sembravano insormontabili.

L’amore perdona, quando il cuore trova la forza di farlo.

L’amore lascia andare, quando trattenere significherebbe soltanto continuare a soffrire.

L’amore resta.

E a volte, anche quando qualcuno non può più restare fisicamente nella nostra vita, il suo amore continua a camminare con noi.

Forse allora l’amore è davvero ciò che smuove l’universo.

È ciò che ci mette in movimento, che ci fa cercare qualcuno, tornare indietro, ricominciare, perdonare, sperare.

È gioia e dolore.

È vita.

E mentre sono qui, seduta nel mio giardino, guardo le mie piante e penso che forse l’amore assomiglia proprio a loro.

Ha bisogno di essere coltivato.

Ha bisogno di cura, di pazienza, di presenza.

A volte ha bisogno di essere potato, perché qualcosa possa tornare a crescere.

A volte attraversa stagioni difficili e sembra che non ci sia più nulla.

Poi, quando meno te lo aspetti, nasce un nuovo germoglio.

E allora capisci che, nonostante tutto, la vita continua.

Forse è questo che fa l’amore.

Ci insegna a rinascere.

Giusy Salmeri

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