Incontri/ Achille Muzzarelli, mani in pasta e cervello fino

Incontri/ Achille Muzzarelli, mani in pasta e cervello fino

“Io non ho nulla contro la grande distribuzione né verso chi la serve, ma farlo avrebbe significato per forza di cose sacrificare la qualità per la quantità. Quando devi stare dietro a certi numeri, non puoi curare il dettaglio così come lo curiamo noi e, soprattutto, non puoi avere con i tuoi clienti il rapporto splendido che abbiamo noi. Alle volte parlo con dei ristoratori che cucinano la nostra pasta da 50 anni. Ebbene, posso dire che è un’emozione indescrivibile, perché significa che anche in un’epoca in cui la fidelizzazione è sempre più difficile e la concorrenza è ovunque, il tuo prodotto e il rapporto umano che si crea con chi lo lavora, resta integro e saldo più che mai.” A parlare è Achille Muzzarelli, il pastaio che se potesse riempirebbe i suoi tortelli a base di valori umani, ancor prima dei suoi straordinari ripieni di prima qualità, lo farebbe senza indugio alcuno. Naturalmente, quello che diciamo è metaforico, tuttavia, chi conosce personalmente questo onesto lavoratore, imprenditore della pasta fresca che settant’anni fa è partito da Modena con suo padre per fondare a Torino il Pastificio Bolognese, sa che quello che scriviamo di Achille Muzzarelli e della sua azienda a marchio famigliare, corrisponde a verità. Sì, perché chi entra più d’una volta a comprare nel suo atelier di Via San Secondo a Torino, dove si producono giornalmente oltre 90 tipi di pasta fresca, avverte subito un’aria famigliare e un profumo di arte culinaria casalinga che è in linea con il colpo d’occhio della vetrina posta all’entrata, sa di poter contare sull’attenzione e le premure che vengono rivolte ai clienti da Papà Achille e dalle sue figlie Cristina, Laura ed Elena. Persone, non cose. Ecco, questo è in sintesi ciò che sostiene il buon Muzzarelli, quando mette in parallelo la ricerca di un prodotto qualitativamente di prima scelta e il rapporto umano che si crea con chi lavora nella sua azienda e anche con i clienti affezionati. Un rapporto d’amicizia che fa la differenza. Qui, compatibilmente con gli impegni di lavoro, c’è l’esigenza di rafforzare i rapporti umani, di raccontarsi e sapere come va la vita, cosa si fa e cosa si dice. Si parli di calcio o di altri aspetti sociali che coinvolgono il nostro vivere quotidiano talora anche difficile, da Achille ti aspetti la fraterna pacca sulle spalle che profuma di amicizia vera e che va oltre ogni interesse economico. E poi, naturalmente, c’è la consulenza sulle sue prelibatezze da gustare, le quali variano secondo il gusto personale. Non meglio o peggio, ma è quel prodotto diverso che spicca sempre e si accomuna per l’ottima qualità. Ma dietro tutto questo c’è l’antica tradizione, c’è lo sviluppo di innovazioni, c’è il processo di aggiornamento, c’è l’arte e la professionalità di chi è molto attento all’igiene e alla delicatezza di una lavorazione della pasta fresca che fa sempre la differenza con chi mette sul mercato un prodotto industriale che, se pur rispettabile, non può certamente darti la garanzia di un prodotto artigianale dove la fretta non sta di casa e dove tutto viene concepito in stretta collaborazione tra mani, cervello e anche un po’ di cuore. E’ il Pastificio Bolognese di Papà Achille, delle sue figlie, del genero, dei nipoti e di coloro i quali fanno parte con orgoglio della rinomata famiglia Muzzarelli. Dal 1949 una tradizione che si tramanda da padre in figlio, per proseguire e raccogliere i frutti di tanti sacrifici fatti per arrivare dove oggi è giunto Achille, un personaggio il cui sguardo spesso riflette l’emozione del cuore e del tempo che è passato via inesorabile, ma che ti ripaga con il dolce gusto dell’aver primeggiato con successo in quel campo della pasta fresca dove tanti non sono riusciti a fare ciò che Achille è arrivato ad attuare con testa e cuore.

Salvino Cavallaro

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