Isole minori, Federalberghi attacca la Regione: «Nessuna misura sui rincari dei collegamenti marittimi»

PALERMO – La variazione di bilancio da circa 1,4 miliardi di euro si chiude senza interventi sui rincari dei collegamenti marittimi con le isole minori siciliane. Federalberghi esprime delusione per l’assenza di misure destinate a contenere gli aumenti tariffari e rilancia la richiesta di un intervento concreto nella prossima legge di stabilità regionale.

Al centro della contestazione c’è il mancato accoglimento delle richieste avanzate nelle ultime settimane da un fronte composto da 75 organizzazioni delle categorie produttive e sociali, oltre che da sindaci e Consigli comunali delle isole minori. Un’azione unitaria che, secondo Federalberghi, non ha trovato risposte da parte dell’Assemblea regionale siciliana.

La preoccupazione riguarda soprattutto gli aumenti delle tariffe dei collegamenti marittimi. L’associazione segnala rincari del 18% e un incremento complessivo dell’84% dal giugno 2022 sulle tratte statali essenziali servite da navi e mezzi veloci.

«Persa l’occasione della manovrina», la richiesta viene ora rivolta al Governo regionale e ai deputati dell’Ars, chiamati a valutare interventi nella prossima manovra finanziaria. Per Federalberghi, la questione non può essere ulteriormente rinviata, considerato l’impatto dei costi dei trasporti sulla vita quotidiana delle comunità insulari e sulle attività economiche.

A rendere ancora più evidente il problema è la differenza tra le tariffe applicate ai collegamenti in convenzione statale e quelle relative ai servizi sostenuti dalla Regione. Secondo l’associazione, i biglietti sulle tratte statali arrivano a costare quasi il doppio rispetto a quelli dei collegamenti a contribuzione regionale.

Una disparità che pesa sui residenti, sui lavoratori pendolari e sulle imprese, aggravando le difficoltà delle isole più lontane dalla terraferma. Il rischio, sottolinea Federalberghi, è che l’aumento dei costi finisca per compromettere ulteriormente la continuità territoriale, rendendo più onerosi gli spostamenti per ragioni di lavoro, studio, salute e approvvigionamento.

Ma le criticità non riguardano soltanto le tariffe. L’associazione manifesta anche preoccupazione per il percorso di predisposizione dei futuri bandi di gara destinati all’affidamento dei servizi di collegamento con navi e mezzi veloci.

Dopo le prime consultazioni istituzionali, le rappresentanze del territorio hanno trasmesso osservazioni tecniche dettagliate sulle esigenze delle comunità insulari e sulle caratteristiche dei servizi da garantire. Resta tuttavia da chiarire quali proposte siano state recepite e quali, invece, non abbiano trovato accoglimento.

Per Federalberghi, arrivare alla pubblicazione dei capitolati senza un riscontro preventivo sulle osservazioni presentate significherebbe impedire alle rappresentanze delle isole di conoscere e valutare nel merito le scelte compiute.

Da qui la richiesta di aprire immediatamente un tavolo di confronto istituzionale, prima che vengano assunte decisioni definitive sui nuovi affidamenti. Un passaggio ritenuto indispensabile per assicurare servizi adeguati alle necessità dei territori e scongiurare il rischio che le nuove procedure non tengano conto delle specificità delle isole minori.

La partita si sposta adesso sulla legge di stabilità regionale. Federalberghi chiede alla Regione di passare dalle interlocuzioni agli interventi concreti, affrontando contemporaneamente il nodo dei rincari e quello della programmazione dei collegamenti futuri. Per le comunità insulari, la continuità territoriale non è soltanto una questione di tariffe, ma una condizione essenziale per garantire diritti, mobilità e sviluppo economico.

Articoli consigliati